C'è un filo invisibile, eppure indistruttibile, che lega Bergamo a Torino, la Dea al Toro. Questo filo ha un nome, un cognome e un paio di baffi inconfondibili che hanno scritto la storia del nostro calcio. Prima che l'agonismo prendesse il sopravvento sul rettangolo verde della New Balance Arena, il tempo si è fermato per qualche istante. Atalanta-Torino non è mai una partita banale, ma quando in mezzo c'è il ricordo di Emiliano Mondonico, la sfida sportiva lascia spazio a un osmosi di sentimenti che solo le vere leggende sanno generare.

UN CUORE A DUE COLORI - Mondonico non è stato solo un allenatore. È stato il simbolo di un calcio sanguigno, ribelle e profondamente umano, capace di lasciare un segno indelebile su entrambe le panchine. E stasera, in quel limbo carico di attesa che precede il fischio d'inizio, gli spalti hanno deciso di celebrare l'uomo prima del tecnico. Le due tifoserie, divise dai colori ma unite dalla memoria, hanno dato vita a un botta e risposta da pelle d'oca, trasformando lo stadio in un tempio della gratitudine.

LA SEDIA DI AMSTERDAM - A rompere il ghiaccio è stato il settore ospiti, cuore pulsante della fede granata. I supporter del Toro hanno rispolverato un coro che è storia, mito e identità: «Emiliano alzaci la sedia». Un richiamo iconico a quella notte di Amsterdam, a quel gesto di protesta divenuto simbolo di non arrendersi mai davanti alle ingiustizie. Un grido che ha attraversato il campo arrivando dritto al cuore di chi, quella sedia, l'ha vista alzata contro il cielo d'Europa.

IL RUGGITO DELLA NORD - La risposta di Bergamo non si è fatta attendere, potente e affettuosa come l'abbraccio di un figlio al padre. Dalla Curva Nord si è alzato, maestoso, il classico: «Emiliano ehhh, Emiliano oohhh». Un mantra semplice, ritmato, che da anni accompagna il ricordo del "Mondo" sotto le Mura Venete. Nessuna ostilità, solo rispetto: per pochi minuti, nerazzurri e granata hanno cantato la stessa canzone, con note diverse ma con l'identico amore.

Mondonico diceva spesso che "noi siamo quelli che abbiamo vinto tutto pur non avendo vinto niente". Stasera, sentendo il suo nome rimbombare all'unisono in uno stadio di Serie A, avrebbe capito di aver vinto la coppa più importante: l'immortalità nel cuore della sua gente.

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Sezione: Altre news / Data: Sab 10 gennaio 2026 alle 21:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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