È un’Atalanta recidiva nell’incartarsi da sola. Un déjà-vu della gara dello scorso dicembre contro il Genoa, dove almeno era arrivata a tempo scaduto una vittoria rocambolesca, più trovata che meritata, nonostante la superiorità numerica goduta per gran parte della partita. Peccato davvero. Perché quell’uomo in più, che nel calcio non è mai un vantaggio da poco, almeno in linea teorica avrebbe dovuto cancellare o quantomeno bilanciare i postumi della storica vittoriosa rimonta contro il Borussia Dortmund. Se prima del fischio iniziale l’esperienza avvertiva che le sfide che seguono la Champions sono sempre complicatissime e impronosticabili, il cartellino rosso sventolato a Pinamonti dopo appena 16’ tutto avrebbe lasciato presagire, meno che un pomeriggio così deludente contro il Sassuolo. Per come è maturato, ma soprattutto per il peso specifico che ha questa sconfitta relativamente alle residue speranze di giocare la Champions League anche la prossima stagione.
LE SCORIE E I RINCALZI - Si diceva delle scorie, sia fisiche sia mentali, che rappresentano l’inevitabile tributo da pagare alle cosiddette «notti magiche». Eppure chi a Reggio Emilia è mancato più di tutti sono stati proprio quei giocatori che avrebbero dovuto costituire le forze fresche del gruppo: Bellanova, sostituito all’intervallo, è oggi ben lontano dal rendimento sulle fasce assicurato da Zappacosta e Bernasconi; e Kamaldeen Sulemana, entrato a inizio ripresa, non è ancora riuscito a costruirsi il ruolo di alternativa credibile ai trequartisti in campo ieri, e contro il Borussia Dortmund.
L'INFERMERIA E L'EUROPA - Sempre al netto dell’incombente attesa per il ritorno dei titolarissimi fermi ai box De Ketelaere e Raspadori. Non proprio due qualunque, come non è uno qualunque per l’Atalanta Ederson, a sua volta bloccato in infermeria, proprio quando il rendimento del brasiliano stava ritornando su livelli notevoli. Permane, in ottica campionato, con il sogno quarto posto ridotto al lumicino, la concreta opportunità di conquistare un prezioso posto per la prossima Europa League. Ma per tenere il passo, data la priorità alle coppe e considerato come gli infortuni restino un fattore imponderabile, occorre il contributo di tutta la rosa.
LA SPERANZA MUSAH - Non soltanto Bellanova e Kamaldeen; anche l’apporto di Musah, arrivato dal Milan con grandi aspettative (tra prestito ed eventuale riscatto costerebbe a Zingonia circa 25 milioni) ma fin qui comparsa, potrebbe essere determinante. L’auspicio è che il primo gol in maglia nerazzurra possa rappresentare per l’americano un punto di svolta: un’opzione in più in mediana, soprattutto da qui a fine marzo, sarebbe puro ossigeno per l’Atalanta ancora in corsa su tre fronti.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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