L’ascesa di Marco Carraro continua, silenziosa e inesorabile, a immagine e somiglianza del carattere del centrocampista classe ’98 che si sta facendo largo come uno dei volti nuovi del panorama calcistico italiano. Una crescita esponenziale quella che sta vedendo protagonista il ragazzo cresciuto nell’Inter e poi passato all’Atalanta, che con le ottime prestazioni sfoderate con la maglia del Perugia si è guadagnato l’esordio nella Nazionale Under 21 guidata dal nuovo commissario tecnico Paolo Nicolato.
Buona la prima - Nato a Dolo, in provincia di Venezia, Carraro ha mosso i primi passi nella scuola calcio del Riva Malcontenta, prima di essere notato dagli scout del Padova che non hanno perso tempo a precettarlo per il vivaio biancoscudato. Nell’estate del 2014 è poi arrivato il passaggio all’Inter, snodo decisivo per dare una prima, decisa sterzata alla sua giovane carriera. L’avventura in nerazzurro è stata ricca di successi: Coppa Italia Primavera alzata al cielo di San Siro nel 2016, Scudetto conquistato da protagonista nel 2017, prima di spiccare il volo verso il calcio professionistico. Ventidue presenze nella prima annata coi grandi, giocata in prestito a Pescara, prima del trasferimento a titolo definitivo all’Atalanta, che lo ha girato in prestito al Foggia e al Perugia nel corso della stagione 2018-19. Un’annata chiusa con ventisette gettoni impreziositi dalla gioia del primo gol da professionista, segnato nella vittoria casalinga del Perugia contro il Livorno del 30 marzo scorso. Diventato uno dei punti fermi della formazione umbra, chiudendo la stagione con il quinto posto assoluto nel Ranking di Serie B a cura de La Giovane Italia, Carraro ha convinto la dirigenza perugina a rinnovare il prestito per un’altra stagione, cominciata già col piede giusto. Quattro presenze, tutte da titolare, tra campionato e Coppa Italia, che gli sono valse la prima convocazione con la Nazionale Under 21. Un esordio indimenticabile, nell’amichevole contro la Moldavia che lo ha visto partire titolare e disputare tutto il match, risultando tra i migliori nel 4-0 col quale si sono imposti gli azzurrini.
Nuotatore mancato - Carraro è un regista di centrocampo, capace di muoversi sia come vertice basso davanti alla difesa che di agire in coppia in una mediana a due. Mancino educato, utilizzato con grande efficacia e pulizia di esecuzione, il classe ’98 sa alternare con disinvoltura gli appoggi corti con i lanci in profondità, mettendo in mostra la sua ottima visione di gioco e non disdegnando anche la conclusione in porta dalla distanza. A cavallo tra l’ultima stagione in Primavera e le prime esperienze nel calcio professionistico, Marco ha aggiunto chili e centimetri per completare una struttura fisica degna di nota. Non un fulmine a livello di velocità di base, il centrocampista veneto possiede però una forza specifica che gli consente di avere un impatto quasi sempre vincente contro i pari ruolo avversari, caratteristica che gli ha permesso di imporsi in breve tempo come una solida realtà in un campionato esigente come quello cadetto. Vedendolo orchestrare la manovra nel cuore della mediana si ha la chiara percezione di come il suo modo di giocare rispecchi la sua personalità fuori dal campo. Carraro è infatti un ragazzo metodico e determinato, uno a cui piace andare dritto all’obiettivo senza concedersi troppi fronzoli o svolazzi di vario genere. Il brillante esordio in Under 21 è l’ennesima dimostrazione di come il classe ’98 riesca ad alzare il livello del proprio gioco nelle occasioni più importanti, quelle nelle quali si notano le differenze tra i giocatori normali e quelli che invece hanno nelle corde quel qualcosa in più. E pensare che Marco sarebbe potuto diventare un nuotatore, visto che quella in vasca è stata la sua prima attività sportiva. Il calcio fortunatamente ha preso il sopravvento, regalandoci un talento pronto a mettere nel mirino orizzonti sempre più luminosi. Magari, chissà, a tinte nerazzurre.
Di: La Giovane Italia
Autore: Redazione TA
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