Nel catino ribollente di San Siro, l'Atalanta ritrova il proprio spirito guerriero e strappa un pareggio in rimonta che profuma di rinascita. A guidare la fiera reazione del gruppo è Raffaele Palladino, che nel post-partita si presenta lucido e orgoglioso, allontanando con eleganza le roventi proteste dei padroni di casa e proiettando immediatamente lo sguardo verso i prossimi traguardi continentali.

IL DRIBBLING SULLE POLEMICHE ARBITRALI - Mentre Cristian Chivu e l'intera dirigenza interista si chiudevano in un furioso silenzio stampa, recriminando per i discussi contatti tra Sulemana e Dumfries e per l'incrocio in area tra Scalvini e Frattesi, l'allenatore orobico ha spento le polemiche sul nascere. «Personalmente non ho rivisto le immagini degli episodi incriminati. Come sapete, evito sempre di commentare l'operato della classe arbitrale, ma mi è stato riferito che l'ex fischietto Marelli, in diretta televisiva, ha confermato la correttezza delle decisioni, escludendo il fallo in entrambe le occasioni. Il mio approccio è quello di rispettare sempre e comunque il verdetto del campo», ha tagliato corto il mister, blindando un punto d'oro.

LA CORSA CONTINENTALE E L'ASSIST DAL CALENDARIO - Il pareggio meneghino assume un peso specifico enorme in chiave classifica. La compagine bergamasca si porta a quattro lunghezze di distanza dal tandem formato da Roma e Como, che occupano la quinta e la sesta piazza, ovvero le ultime due carrozze utili per viaggiare in Europa la prossima stagione. Un divario che potrebbe assottigliarsi ulteriormente questa sera alle 18, quando le due dirette concorrenti si scontreranno sul prato del Sinigaglia, togliendosi inevitabilmente punti a vicenda e offrendo un assist succulento alla rincorsa nerazzurra.

LA SCOSSA DALLA PANCHINA DOPO L'INCUBO BAVARESE - L'aspetto che più ha gratificato la guida tecnica è stata la feroce reazione emotiva del gruppo dopo la pesantissima scoppola incassata dal Bayern Monaco. Una svolta arrivata anche grazie alle intuizioni a gara in corso. «Affrontavamo una corazzata affamata di punti per lo scudetto. Nella prima frazione abbiamo scelto un atteggiamento prudente, ma negli spogliatoi ho cercato di trasmettere grande positività. Nella ripresa l'inerzia è girata – come riporta La Gazzetta dello Sport – e i subentrati hanno spaccato la partita in maniera eccezionale. È un risultato ampiamente meritato», ha analizzato con soddisfazione.

L'INFERMERIA SI SVUOTA E I RIENTRI CHIAVE - Il finale di stagione si preannuncia infuocato, ma la Dea potrà contare su un arsenale quasi al completo. Il recupero di Ederson restituisce linfa vitale al centrocampo: «La sua assenza ha pesato, anche se chi è rimasto, come Pasalic, De Roon e Musah, ha tirato la carretta in modo ammirevole. Siamo altrettanto entusiasti per il rientro di Charles De Ketelaere e, da domani, riabbracceremo a pieno regime anche Giacomo Raspadori. Una notizia splendida per noi e, mi auguro, anche per il ct della Nazionale».

LA MONTAGNA CHAMPIONS E L'ORGOGLIO INTACTO - Mercoledì prossimo si torna a respirare il clima delle notti europee, con il difficilissimo ritorno contro la corazzata di Vincent Kompany. Ribaltare il passivo dell'andata è considerata un'impresa titanica, ma la squadra non intende fare da comparsa. «È una montagna ripidissima da scalare e il risultato è oggettivamente compromesso. Tuttavia, scenderemo in campo per competere al massimo, dando magari minutaggio a chi ne ha avuto meno. Il ko dell'andata non ha lasciato alcuna scoria psicologica: i ragazzi hanno dimostrato stasera di sapersi rialzare da campioni. Faremo la nostra partita con coraggio e massima fiducia», ha concluso l'allenatore.

Una dimostrazione di forza mentale che certifica come la tempesta sia definitivamente passata: l'Atalanta è tornata a ruggire, pronta a giocarsi ogni singola fiche da qui al traguardo finale.

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Sezione: Primo Piano / Data: Dom 15 marzo 2026 alle 07:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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