Il severo 1-6 incassato dal Bayern Monaco nell'andata degli ottavi di Champions League ha inevitabilmente sollevato polveroni e critiche attorno all'Atalanta, ma c'è chi invita alla calma e a una lettura decisamente più profonda dell'intero percorso nerazzurro. Adriano Ancona, autorevole firma de Il Corriere dello Sport, interviene a gamba tesa per fare da scudo a Raffaele Palladino e al suo operato. L'esperto giornalista smonta chirurgicamente i giudizi affrettati, difende la spiccata razionalità delle scelte tattiche adottate in ambito continentale e traccia un bilancio estremamente positivo dell'attuale stagione. Rifiutando i nostalgici parallelismi con il glorioso ciclo di Gian Piero Gasperini, Ancona sottolinea l'intuizione vincente della famiglia Percassi nell'essersi assicurata un tecnico dal futuro brillante, in grado di alzare l'asticella e di proiettare la squadra con rinnovata linfa vitale verso la decisiva sfida di San Siro contro l'Inter. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:
Le scelte tattiche varate da Palladino contro il Bayern Monaco hanno attirato diverse critiche in virtù del passivo finale. Ritiene che l'approccio estremamente offensivo sia stato un azzardo ingiustificato contro una corazzata di quel livello?
«Col senno di poi è sempre estremamente facile costruire ragionamenti, imbastire processi e puntare il dito. La realtà dei fatti è che c'è sempre una logica ferrea e una profonda razionalità dietro ogni singola scelta di Palladino, anche quando si decide di affrontare a viso aperto un avversario formidabile come il Bayern Monaco. Non stiamo parlando di soluzioni tattiche campate per aria o dettate dall'improvvisazione, bensì di strategie strutturate e ponderate, nate anche da un confronto diretto e costruttivo con i giocatori stessi prima di un appuntamento di tale portata storica. Palladino è un allenatore che, per l'eccezionale qualità del gioco prodotto finora, non deve dimostrare assolutamente nulla a nessuno: ha già elevato sensibilmente il livello tecnico di questa Atalanta, riuscendo nell'impresa di sottomettere e dominare in Europa squadre del calibro di Chelsea e Borussia Dortmund».
Spesso l'opinione pubblica si lascia condizionare eccessivamente dal punteggio, sminuendo il reale valore degli avversari. Come valuta le analisi espresse alla vigilia di questa gara rispetto alla reale potenza d'urto dei bavaresi in ambito europeo?
«È proprio per questo motivo che i giudizi sommari, frettolosi e superficiali lasciano sempre il tempo che trovano. Per fare un esempio lampante: fino a martedì sentivamo ancora circolare l'opinione secondo cui, forse, l'Arsenal sarebbe stato un avversario persino più temibile del Bayern Monaco per i nerazzurri. Una valutazione completamente fuori asse. Parliamo da una parte di una squadra, quella londinese, che ha faticosamente raccattato un pareggio su calcio di rigore a soli tre minuti dalla fine, e dall'altra di un'autentica corazzata che, pur dominando, si è potuta permettere il lusso di lasciare in panchina un fuoriclasse come Harry Kane. Un centravanti che, arrivati al mese di marzo, ha già segnato da solo un numero di reti superiore a quelle messe a segno da tutta l'Atalanta messa insieme. Le proporzioni di forza vanno sempre mantenute lucide».
Ineluttabilmente, al primo ostacolo rilevante, riaffiorano nell'ambiente i paragoni con il ciclo di Gian Piero Gasperini. Qual è la sua visione sull'attuale corso tecnico, anche in proiezione dell'imminente e vitale scontro diretto per il quarto posto contro l'Inter al Meazza?
«I paragoni con il passato non hanno alcun senso logico e non portano a nulla. L'Atalanta di Gasperini ha vissuto e chiuso in modo definitivo un ciclo sportivo di importanza epocale. Personalmente, ritengo che sia stata una grandissima fortuna, un vero colpo di genio per questo club, essere riuscito a intercettare la disponibilità di Palladino, un profilo in rampa di lancio che soltanto a ottobre orbitava già in maniera fortissima nelle mire della Juventus. Se proprio vogliamo forzare un parallelo statistico con l'ultima versione dell'Atalanta gasperiniana, i numeri dicono che questa squadra ha oggettivamente fatto meglio sia nel suo percorso in Champions League che in Coppa Italia, indipendentemente da come andranno a finire i rispettivi tornei. E in campionato, dettaglio non da poco, la formazione resta pienamente in corsa per agguantare il quarto posto, presentandosi agguerrita alla sfida contro l'Inter».
L'intervento di Adriano Ancona sgombra il campo dalle polemiche sterili, restituendo la giusta dimensione all'eccezionale lavoro svolto fin qui da Raffaele Palladino e dal suo staff. Una lucida iniezione di realismo, fondamentale per compattare ulteriormente l'ambiente in vista della cruciale trasferta di Milano, dove l'Atalanta sarà chiamata a dimostrare, per l'ennesima volta, la propria straordinaria capacità di trasformare le cadute in nuova, inesauribile energia.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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