La rinascita amara del bomber: due lampi nella notte di Cagliari rilanciano l'attacco nerazzurro

La rabbia, la frustrazione e infine l'esplosione in poco meno di trecento secondi. La disastrosa trasferta in terra sarda contro il Cagliari guidato da Fabio Pisacane non ha portato punti in dote alla Dea, ma ha restituito al tecnico Raffaele Palladino un Gianluca Scamacca letale e affamato. Il centravanti romano ha tentato di suonare la carica con una doppietta fulminea che, pur non evitando il clamoroso ko alla Unipol Domus, assume un significato statistico e morale di primissimo piano per le gerarchie offensive del club.

IL TRAGUARDO PERSONALE E IL CALVARIO FISICO - Il traguardo della doppia cifra in campionato non è un dettaglio banale per un atleta che ha dovuto ingaggiare una dura e logorante lotta contro la sfortuna e i limiti fisici. Nel concitato post-partita, intercettato dai microfoni televisivi, la punta non ha nascosto le enormi difficoltà incontrate negli ultimi, tormentati mesi: «Ero reduce da un anno di stop quasi totale e anche in questa stagione ho attraversato momenti bui e accusato problemi continui. Senza la necessaria continuità d'impiego diventa impossibile ritrovare la forma fisica ideale». Un'ammissione di fragilità che si accompagna però a una solenne promessa per l'immediato futuro: «Spero vivamente di poter dare un contributo ben più pesante nel corso del prossimo campionato».

I NUMERI DI UN PREDATORE D'AREA - Riavvolgendo il nastro della sua carriera, si scopre che tagliare la fatidica quota delle dieci marcature nel massimo torneo nazionale sta diventando una piacevole e consolidata consuetudine. È infatti la terza volta che il possente attaccante centra questo obiettivo in Serie A: la prima esaltante cavalcata risale all'annata 2021-2022, quando trafisse le difese avversarie per ben sedici volte con la casacca del Sassuolo, seguita dalla prima fortunata parentesi bergamasca di due anni fa (dodici centri in campionato e diciotto complessivi stagionali). Allargando lo spettro statistico a tutte le competizioni, il suo feeling con la rete emerge in maniera ancora più prepotente, considerando le dodici gioie vissute in maglia Genoa, la stagione da tredici gol nel torneo cadetto e le quattordici marcature siglate ai tempi della Cremonese.

L'undici orobico esce con le ossa rotte e molti rimpianti dall'isola, ma si aggrappa disperatamente alla ritrovata vena realizzativa del suo totem offensivo. Per centrare l'Europa e infiammare i cuori dei tifosi sulle tribune della New Balance Arena, servirà esattamente questa versione feroce e spietata del numero novanta.

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Sezione: Primo Piano / Data: Mar 28 aprile 2026 alle 13:37
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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