La trasferta in terra sarda si trasforma in un autentico incubo per l'Atalanta e per mister Raffaele Palladino. Le tossine fisiche e le pesanti scorie mentali ereditate dall'eliminazione in Coppa Italia sembrano aver svuotato completamente la squadra nerazzurra, che crolla sotto i colpi di un Cagliari affamato e trascinato dal talento assoluto del giovanissimo Paul Mendy e dai riflessi felini di Elia Caprile. Una sfida dalle mille emozioni, vissuta a ritmi forsennati dal primo all'ultimo istante, in cui la compagine isolana ha impartito una durissima lezione di sopravvivenza sportiva, ipotecando una fetta gigantesca della propria salvezza.
AVVIO DA INCUBO E RECORD SARDO - Il copione del match si infiamma in un battito di ciglia, mettendo brutalmente a nudo le amnesie difensive della retroguardia lombarda. Trascorsi appena sedici secondi dal fischio d'inizio, un errato posizionamento di Giorgio Scalvini e la mancata diagonale di Raoul Bellanova spianano un'autostrada all'incornata vincente di Mendy su assist pennellato da Michel Adopo. La marcatura lampo del diciannovenne senegalese stabilisce la rete più rapida nell'intera storia del club rossoblù e la seconda stagionale del campionato, alle spalle solamente della prodezza di Adrian Bernabé. La tempesta perfetta prosegue all'ottavo minuto, quando lo stesso talento africano, promosso per la prima volta titolare nell'undici maggiore dal tecnico Fabio Pisacane, firma una clamorosa e letale doppietta risolvendo da attaccante puro una furibonda mischia in area.
LA TELA TATTICA E IL RISVEGLIO OROBICO - L'assetto strategico studiato dall'allenatore campano imbriglia quasi alla perfezione le fonti di gioco ospiti. Rinunciando a Marco Palestra dal primo minuto, i sardi si blindano con un 4-4-2 spiccatamente asimmetrico: sulla corsia destra il mediano francese bracca come un'ombra Davide Zappacosta, mentre Zé Pedro si francobolla a Giacomo Raspadori. Sull'out opposto, Michael Folorunsho staziona alto a supporto delle punte Sebastiano Esposito e dello scatenato Mendy. Con un'Atalanta letteralmente in bambola, salvata dal clamoroso tris avversario solo da un intervento miracoloso di Sead Kolasinac, Palladino deve necessariamente rimescolare le carte in tavola. L'intuizione di affiancare Charles De Ketelaere a Gianluca Scamacca, arretrando contestualmente il raggio d'azione di Raspadori, rianima l'intero schieramento. Il centravanti della Nazionale si carica i compagni sulle spalle, estraendo dal cilindro prima un formidabile destro a giro dai trenta metri e, subito dopo, appoggiando in rete il clamoroso pareggio sull'invito basso e puntuale di uno scatenato Scalvini.
NUOVA AMNESIA E IL MURO ROSSOBLÙ - Proprio nel momento in cui l'inerzia emotiva della gara sembra aver preso definitivamente la via di Bergamo, l'alba del secondo tempo ripropone le stesse indecisioni fatali della prima frazione. La compagine bergamasca stacca ancora una volta la spina e si lascia infilzare da una dirompente percussione centrale di Folorunsho; Kolasinac riesce a frapporsi strozzando la conclusione, ma sulla ribattuta si avventa come un falco Gennaro Borrelli, subentrato per l'esausto mattatore di giornata, depositando in fondo al sacco la rete del definitivo 3-2. – come riferisce La Gazzetta dello Sport – la formazione cagliaritana erige a quel punto un catenaccio ermetico passando a un granitico 5-4-1, sfiorando persino il poker in ripartenza con Andrea Belotti, la cui corsa viene disinnescata da una tempestiva uscita di Marco Carnesecchi.
L'ASSEDIO FINALE E IL SOGNO RIMANDATO - Il forcing conclusivo della Dea per evitare il tracollo assume i contorni della pura disperazione agonistica. Dalla panchina vengono pescati Nikola Krstovic, Nicola Zalewski, Lazar Samardzic ed Ederson per tentare in ogni modo di sbrecciare la corazza avversaria. A spezzare i sogni di rimonta, però, si erge un insuperabile Caprile, che sfodera tre interventi fantascientifici, veri e propri miracoli di reattività pura sui tentativi disperati di Krstovic, Scamacca e Raspadori. Al triplice fischio finale il catino rossoblù esplode per una salvezza ormai virtualmente blindata, mentre i nerazzurri sono costretti a fare i conti con un clamoroso passo falso che complica terribilmente la rincorsa europea attesa sotto le stelle della New Balance Arena.
Una battuta d'arresto pesantissima che suona come un severo monito per i vertici e lo staff orobico: servirà azzerare gli errori e ritrovare immediatamente lucidità per non mandare in fumo il rush finale di una stagione logorante.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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