La rovinosa caduta dell'Atalanta in terra sarda non lascia strascichi o recriminazioni legate alle decisioni arbitrali. La direzione di gara alla Unipol Domus si è infatti rivelata attenta e priva di sbavature, disinnescando sul nascere qualsiasi potenziale polemica legata alla validità delle reti di Paul Mendy e Gianluca Scamacca, così come ai contatti più ruvidi sviluppatisi all'interno delle due aree di rigore. Un'analisi a mente fredda che conferma la totale legittimità del risultato maturato lontano dalle mura amiche della New Balance Arena, dove la squadra di Raffaele Palladino dovrà interrogarsi unicamente sulle proprie lacune tecniche e mentali.

L'AVVIO CHOC E LA POSIZIONE DELLA PUNTA - Il primo snodo cruciale sotto la lente d'ingrandimento si palesa letteralmente a freddo, in occasione del fulmineo vantaggio isolano. L'azione letale nasce da un duro contrasto a centrocampo in cui l'ex Michel Adopo sradica il pallone a Davide Zappacosta: l'intervento del mediano è vigoroso ma assolutamente nei limiti del regolamento, un normalissimo scontro di gioco che non richiede sanzioni. Sul successivo lancio in profondità, è l'errata postura di Berat Djimsiti a tenere regolarmente in gioco l'attaccante senegalese, vanificando la linea del fuorigioco.

LA SPERANZA NERAZZURRA E IL TIMBRO ROMANO - – come riferisce La Gazzetta dello Sport – anche la rete che aveva momentaneamente riacceso le speranze di rimonta orobica ha superato a pieni voti il check della sala video senza destare alcun sospetto. Nell'azione corale che porta alla marcatura del centravanti capitolino, la posizione di partenza di Charles De Ketelaere risulta perfettamente in linea, tenuta in gioco in maniera inequivocabile dalla retroguardia sarda, nello specifico dal posizionamento troppo schiacciato di Yerry Mina.

IL BRIVIDO IN AREA E IL CONTATTO FISICO - L'ultima, flebile protesta della serata si consuma scoccata l'ora di gioco all'interno dell'area di rigore padrona di casa. Un vibrante duello vede protagonisti Michael Folorunsho e Nikola Krstovic. Il direttore di gara, vicinissimo all'azione, lascia proseguire con ampi cenni e le immagini televisive suffragano in pieno la sua scelta: si tratta di un onesto e robusto spalla contro spalla, una contesa puramente fisica che non presenta minimamente gli estremi per la concessione del calcio di rigore.

Zero alibi e nessuna caccia alle streghe: per la compagine bergamasca la medicina per guarire dai propri mali dovrà essere cercata esclusivamente attraverso il duro lavoro sul campo e non nelle stanze della sala video.

© Riproduzione Riservata

Sezione: Serie A / Data: Mar 28 aprile 2026 alle 14:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
vedi letture