INTER-ATALANTA 1-1 (p.t. 1-0)
26' P. Esposito (I), 82' Krstovic (A)


SOMMER, voto 6
Trascorre un pomeriggio da assoluto spettatore non pagante fino agli sgoccioli del match. All'82' si accende improvvisamente, compiendo un intervento prodigioso a tu per tu su Sulemana per cercare di tenere a galla la barca. Sulla successiva ribattuta a porta sguarnita di Krstovic, tuttavia, è costretto ad alzare bandiera bianca senza poter opporre alcuna resistenza. Incolpevole.

BISSECK, voto 6,5
Una prova di debordante strapotere atletico e personalità. Dietro concede soltanto le briciole agli avanti orobici, annullandoli con tempestività e forza fisica, per poi proporsi con costanza in proiezioni offensive che spaccano in due le linee atalantine. Il beffardo pareggio finale non scalfisce minimamente la solidità della sua prestazione. Straripante.

AKANJI, voto 6
Ingaggia un duello a tratti spigoloso con Krstovic, patendolo leggermente di più rispetto a uno Scamacca decisamente in ombra. Nonostante conceda qualche veniale imprecisione in fase di impostazione, governa il reparto con la solita aura di autorevolezza, confermando come la sua sola presenza in campo alzi l'asticella della tranquillità per l'intera retroguardia. Roccioso.

dall’80’ DE VRIJ, SV

CARLOS AUGUSTO, voto 6,5
Eredita la pesantissima casacca di Bastoni e la indossa con una naturalezza disarmante. Erige una diga insormontabile, respingendo al mittente qualsiasi tentativo di incursione in ogni zona del campo. Una prestazione difensivamente rasente la perfezione, che lo consacra senza alcun dubbio come il migliore tra le fila interiste. Invalicabile.

DUMFRIES, voto 6
Il gol che stappa la gara è il manifesto della sua utilità tattica: un impatto fisico devastante all'interno dell'area di rigore che fa rapidamente dimenticare la maggiore pulizia tecnica del suo alter ego Luis Henrique. La sua valutazione viene però inevitabilmente decurtata dall'episodio dell'82', quando un suo goffo e ingenuo scivolone solitario (punito poi dall'arbitro Manganiello) innesca l'azione del definitivo pareggio bergamasco. Irruento.

BARELLA, voto 6
La versione stagionale del centrocampista sardo continua a mostrarsi a tratti frenetica e scollegata. Nonostante un nervosismo latente che ne offusca spesso le proverbiali geometrie, non fa mai mancare il suo spirito guerriero lottando su ogni pallone sporco. Compensa l'imprecisione generale fornendo il comodo ma vitale assist per la rete di Esposito. Tarantolato.

dal 76’ FRATTESI, SV

ZIELINSKI, voto 6
Un pomeriggio vissuto costantemente in apnea, braccato a uomo dalla morsa asfissiante del centrocampo atalantino. Fatica tremendamente a ritagliarsi lo spazio vitale per inventare, limitandosi a smistare il pallone per velocizzare la manovra. Manca drammaticamente all'appello il suo tipico cambio di passo. Ingabbiato.

SUCIC, voto 5,5
Gara opaca, compassata e priva di veri squilli. Appare fin troppo macchinoso nelle letture, arrivando quasi sempre con una frazione di secondo di ritardo sui contrasti. Un'ammonizione evitabile convince definitivamente la panchina a lasciarlo negli spogliatoi durante l'intervallo. Ritardatario.

dal 46’ MKHITARYAN, voto 6,5
Entra e accende istantaneamente la luce sulla trequarti. Sforna due cioccolatini deliziosi che Thuram e Dumfries sprecano in malo modo, illuminando lo sviluppo offensivo con la classe purissima dei giorni migliori. Ispiratore.

DIMARCO, voto 6
Si rivela meno devastante e risolutivo del solito negli ultimi sedici metri, dove il suo magico mancino fatica a pennellare le consuete traiettorie letali. Compensa questa insolita sterilità con una condizione atletica invidiabile, pressando con ferocia a tutto campo e garantendo un supporto tattico preziosissimo. Inesauribile.

dal 65’ LUIS HENRIQUE, voto 6
Cerca di aggiungere brio e imprevedibilità alla fascia destra nell'ultima fetta di gara. Volitivo.

ESPOSITO, voto 7
Sostituire un totem come Lautaro Martinez pesa come un macigno, e il classe 2005 ne avverte inizialmente la pressione: sbaglia qualche sponda di troppo e subisce la fisicità dei centrali avversari. Ha però il merito immenso di non disunirsi mentalmente: alla prima vera occasione scarica in rete un mancino letale che sblocca la contesa. In questo frangente storico, il suo cinismo è oro colato per l'Inter. Glaciale.

dal 65’ BONNY, voto 5,5
Il suo impatto sulla gara è il trionfo del "vorrei ma non posso". Si sbatte, crea i presupposti per fare male inventandosi varchi dal nulla, ma al momento clou gli manca sempre il coraggio di scoccare il tiro verso lo specchio. Incompiuto.

THURAM, voto 5
L'involuzione del francese assume contorni sempre più preoccupanti. L'impegno generoso dei primi minuti non basta a mascherare una crisi d'identità evidente: non incute più alcun timore ai difensori avversari e, soprattutto, ha smarrito la via del gol. Lo specchio della sua drammatica sterilità è il pallone sparato addosso a Carnesecchi a tu per tu. Lontano parente dell'attaccante implacabile ammirato in passato. Spuntato.

ALL. CHIVU, voto 6
La sua Inter gioca una partita di indubbio spessore, governando il gioco con merito per larghi tratti e creando i presupposti per blindare il risultato, pur peccando gravemente di cinismo sottoporta. Il convulso e impronosticabile episodio dell'82' che genera la beffa del pari bergamasco lo manda su tutte le furie costandogli l'espulsione, ma oggettivamente le sue responsabilità tattiche in quel frangente sono nulle. Furente.

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Sezione: Interviste / Data: Sab 14 marzo 2026 alle 17:22
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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