Il processo di rinnovamento tecnico ed economico dell'Atalanta sta attraversando una fase di fisiologica ma sensibile contrazione. Le dinamiche spietate del mercato e un andamento in campionato meno brillante rispetto ai fasti della passata stagione stanno inevitabilmente ridisegnando il peso specifico e il valore complessivo dell'organico a disposizione del tecnico Raffaele Palladino, tracciando un bilancio in chiaroscuro tra clamorose scommesse vinte e svalutazioni del tutto inaspettate per alcuni pilastri dello spogliatoio.

IL SALASSO DELLE CESSIONI E IL CALO - Il dato più allarmante, che fotografa il momento di transizione del club orobico, è il drastico ridimensionamento del valore totale della squadra, precipitato dai 433 milioni della scorsa annata agli attuali 386,1 milioni. Una flessione vertiginosa, dettata in primissima istanza dagli addii pesantissimi di due trascinatori assoluti come Ademola Lookman e Mateo Retegui. Un impoverimento del tasso tecnico che ha trovato un'amara e fedele corrispondenza anche sul rettangolo verde, con la squadra scivolata dal terzo gradino del podio al settimo posto attuale, allontanando momentaneamente le magiche notti della New Balance Arena dai vertici della Serie A.

L'ESPLOSIONE DEL GIOIELLO E LE SCOMMESSE VINTE - In questo scenario di svalutazione generale, spicca però un lampo accecante che conferma la proverbiale lungimiranza del vivaio nerazzurro. Il vero capolavoro economico e sportivo porta il nome di Honest Ahanor: dal primo luglio a oggi, la sua quotazione è letteralmente decollata, passando da 5 a 25 milioni di euro. Un clamoroso incremento del quattrocento per cento che porta un'enorme boccata d'ossigeno alle casse societarie. A fargli compagnia in questa speciale graduatoria di crescita ci sono anche Nikola Krstovic e Kamaldeen Sulemana, intuizioni estive rivelatesi fruttuose e capaci di generare un plusvalore di 5 milioni ciascuno.

I BIG IN ROSSO E LE STRATEGIE DI GIUGNO - A fare da doloroso contraltare al boom dei volti nuovi, c'è la preoccupante discesa di alcune certezze granitiche, che hanno bruciato complessivamente 25 milioni. Giorgio Scalvini ha visto la propria valutazione scendere da 35 a 25 milioni, accusando lo stesso identico tonfo di Ederson (da 50 a 40 milioni), su cui pesa come un macigno l'avvicinarsi della scadenza contrattuale. Anche Isak Hien si unisce al coro dei ribassi, lasciando per strada 5 milioni. La dirigenza, tuttavia, sa di conservare un enorme potenziale in termini di future plusvalenze grazie a Marco Carnesecchi e Marco Palestra, mentre appare segnato il destino di Raoul Bellanova: le sue prestazioni al di sotto delle aspettative lo hanno inserito nella lista dei partenti per la finestra estiva.

Il calciomercato è un ecosistema fluido in cui le cifre danzano al ritmo dei risultati, ma il serbatoio di talenti di Zingonia possiede ancora tutte le carte in regola per invertire la tendenza e tornare a macinare valore.

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Sezione: Primo Piano / Data: Sab 14 marzo 2026 alle 14:45
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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