Giovane, ma già molto attento alle dinamiche del calcio italiano, Alessandro De Felice è un osservatore privilegiato del mondo nerazzurro. Giornalista per testate come FcInter1908.it, Goal.com, Calciomercato.com e OneFootball, segue da vicino l’Inter, ma conosce bene anche le dinamiche del campionato italiano. Parallelamente è direttore sportivo abilitato FIGC e collabora con il ds del VillaValle, in Serie D: un’esperienza che gli consente di leggere il calcio non solo con l’occhio del cronista, ma anche con quello dell’uomo di campo. Con lui, in esclusiva per TuttoAtalanta.com, analizziamo il momento di Inter e Atalanta, due squadre reduci da sconfitte pesanti – il derby perso dai milanesi e il ko europeo della Dea contro il Bayern –, ma pronte a ritrovarsi in una sfida che può pesare moltissimo nella corsa agli obiettivi stagionali.
LE SCORIE EUROPEE E IL MOMENTO DELLE DUE SQUADRE
Atalanta e Inter arrivano allo scontro diretto come due squadre ferite dagli ultimi risultati: una lo è più dell’altra?
«Lo sono entrambe – come riferisce in esclusiva ai microfoni di TuttoAtalanta.com –, ma sicuramente la sconfitta nel derby contro il Milan potrebbe togliere qualche certezza nel momento cruciale della stagione a un’Inter che, nella gestione Chivu, ha evidenziato un solo difetto, ovvero la lucidità e la freddezza necessarie per battere le dirette concorrenti e chiudere il discorso Scudetto con largo anticipo. L’Atalanta è ferita da un risultato ampio, che sicuramente può pesare e far male, ma da un lato i favori del pronostico erano tutti dalla parte del Bayern Monaco, e dall’altro il percorso della Dea in Champions League è stato molto positivo, soprattutto considerando il disastroso inizio di stagione».
I risultati negativi con Milan e Bayern Monaco potrebbero avere strascichi?
«Sì, senza dubbio la sfida di San Siro rappresenta per entrambe un test probante che definirà la forza mentale, più che quella tecnica, delle due squadre. Dovranno essere bravi i due allenatori, Chivu e Palladino, a trovare le giuste contromisure sia dal punto di vista delle motivazioni, sia e soprattutto nelle scelte, e a compattare i rispettivi spogliatoi dopo le grandi delusioni contro Milan e Bayern Monaco».
L'Atalanta è svantaggiata dal doppio impegno in Champions? Più a livello mentale o fisico?
«Il doppio impegno può dare tanto e allo stesso tempo togliere. Molto spesso vittorie prestigiose, come quelle che la stessa Dea ha conquistato in questa stagione e negli ultimi anni nelle varie competizioni europee, hanno aiutato a superare la fatica fisica e mentale e al contempo a dare quello slancio decisivo per continuare un percorso di crescita importante. Sicuramente giocare subito dopo una sconfitta pesante può essere il rimedio migliore per provare a superarla e credo che sia l’Inter per smaltire la delusione del derby, che l’Atalanta per il ko bavarese, non vedranno l’ora di scendere in campo per archiviare i passi falsi e guardare avanti».
Per chi conta di più questa partita?
«L’Atalanta deve reagire non solo al pesante KO in Champions League, ma anche a una serie di risultati poco soddisfacenti in campionato, con la vittoria che manca da quattro giornate. Questa sfida, però, conta più per l’Inter: non vincere significherebbe fallire un altro big match, aprendo uno scenario che vedrebbe il Milan, galvanizzato e pronto a riportarsi a ridosso. Dover fare i conti con il difetto degli scontri diretti potrebbe pesare come un macigno soprattutto sulla testa dei giocatori milanesi».
TATTICA, ASSENZE E CHIAVI DEL MATCH
Quale potrebbe essere la chiave tattica della gara?
«Le assenze rappresentano un fattore che può essere determinante, ma secondo me la gara si deciderà sulle corsie esterne. Entrambe le squadre sfruttano molto l’ampiezza per provare a far male alle avversarie. Vincere i duelli sulle fasce sarà la chiave per portare a casa il risultato».
Pesano più le assenze di Lautaro e Calhanoglu o quelle di De Ketelaere, Raspadori ed Ederson?
«Entrambi gli allenatori dovranno privarsi di elementi fondamentali, ma credo che le assenze di Calhanoglu e Lautaro possano pesare maggiormente. Zielinski è cresciuto rispetto alla passata stagione, ma il valore tecnico e di leadership del turco in regia è indiscutibile. Stesso discorso per Lautaro: l’Inter ha risentito molto dell’assenza del suo capitano. Dall’altra parte, le assenze di De Ketelaere, Raspadori ed Ederson sono pesanti, ma credo che Palladino abbia la possibilità di trovare contromisure in maniera più agevole rispetto a Chivu».
Quest’Inter ha punti deboli e come potrebbe approfittarne l'Atalanta?
«Rispetto all’Inter di Inzaghi, quella di Chivu concede qualche spazio in più e di conseguenza subisce più reti. Il gioco tra le linee dell’Atalanta e i movimenti sulla trequarti potrebbero essere l’arma di Palladino per far male ai nerazzurri. Agli orobici servirà un gran lavoro sugli esterni, con raddoppi costanti e linee strette per evitare l’inserimento delle mezzali. Sarà la qualità degli uomini schierati sulla trequarti a determinare la gara della Dea a San Siro».
MERCATO, COPPA ITALIA E PROSPETTIVE
Come vedi una possibile finale di Coppa Italia tra Inter e Atalanta?
«Al momento appare lo scenario più concreto, anche se con i ritorni a fine aprile qualcosa potrebbe cambiare. Sono convinto che il fattore New Balance Arena possa incidere nella sfida contro la Lazio in favore della Dea. A San Siro, per Inter e Como, dipenderà tanto dalla situazione Scudetto. Se dovesse essere in bilico, l’Inter potrebbe dirottare tutte le energie sul campionato, offrendo un'occasione ghiotta per i lariani».
C’è qualche giocatore dell'Atalanta che farebbe comodo all'Inter?
«L’Atalanta ha tanti giocatori interessanti, ma ce ne sono due in particolare che vedrei bene in maglia Inter. Il primo è senza alcun dubbio Carnesecchi. I milanesi si preparano a un importante cambio tra i pali la prossima estate e lui rappresenta l'identikit ideale: giovane, italiano, futuro titolare post-Donnarumma e con tanta esperienza. Sappiamo però che la Dea è bottega cara. L’altro è Ederson: nel centrocampo a tre di Chivu garantirebbe la giusta quantità e qualità "box-to-box"».
L'Inter si è liberata troppo presto di Zalewski?
«Il passaggio di Zalewski all’Atalanta ha rappresentato la miglior soluzione per tutte le parti in causa. Il giocatore si era inserito bene con Inzaghi, ma l'operazione ha rappresentato un colpo economico importante per l’Inter. Il contesto tattico e la duttilità del polacco hanno spinto l'Atalanta all'investimento. Un affare per tutti, anche per lo stesso giocatore che a Bergamo trova più spazio e continuità».
L'Atalanta che impressione ti ha fatto e dove credi finirà il campionato?
«Raccogliere l’eredità di Gasperini era un affare complicato per chiunque. Con l’arrivo di Palladino al posto di Juric, l’Atalanta si è compattata e ha ritrovato entusiasmo grazie a un’identità nuova ma ben visibile. Il tecnico è riuscito a prendere le redini dello spogliatoio e trasformare un inizio di stagione negativo in un’annata fin qui positiva. Chi si aspettava di rivedere l'Atalanta del passato sarà rimasto deluso, ma questa stagione rappresenta l’inizio di un nuovo capitolo. Al termine dell'anno, mi aspetto un piazzamento europeo, probabilmente la qualificazione in Europa League: un risultato più che buono considerando il brutto inizio».
Inter-Atalanta come ti aspetti finisca?
«Mi aspetto una gara equilibrata, tra due squadre che baderanno principalmente a non subire gol. Parliamo di due attacchi prolifici contro difese non impeccabili, ma gli ultimi risultati peseranno mentalmente, dando vita a una partita d'attesa. Sarà un match combattuto e deciso da episodi, con grande attenzione ai calci piazzati, dove l'Inter domina. Entrambe dovranno essere brave a chiudere gli spazi nella prima parte per giocarsi le proprie chance nella ripresa sfruttando i cambi».
Nell’analisi di De Felice emerge l’immagine di una partita destinata a giocarsi soprattutto sul piano mentale oltre che su quello tattico: due squadre ferite, ma consapevoli di quanto possa valere lo scontro diretto in questa fase della stagione. Tra corsie esterne e gestione delle assenze pesanti, Inter-Atalanta promette equilibrio e tensione agonistica, con episodi e palle inattive che potrebbero risultare decisivi. Per la Dea di Palladino sarà un passaggio importante per continuare a consolidare la nuova identità post-Gasperini e inseguire un piazzamento europeo, mentre per l’Inter il match rappresenta un crocevia fondamentale nella corsa al titolo.
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