La supersfida di San Siro tra l'Inter e l'Atalanta non ha regalato soltanto emozioni dal punto di vista tecnico e tattico, ma ha lasciato in dote anche un pesante bagaglio di episodi arbitrali destinati a far discutere a lungo. Sotto la lente d'ingrandimento della moviola finisce inevitabilmente una direzione di gara complessa, caratterizzata da un paio di decisioni al limite prese nei minuti roventi del secondo tempo, che avrebbero potuto riscrivere pesantemente la storia e il tabellino del match.

LA RETE DI ESPOSITO E I CARTELLINI - La gestione disciplinare della prima frazione si rivela tutto sommato corretta, lucida e coerente con il metro di giudizio adottato. Giusto sanzionare con il cartellino giallo l'intervento di Luka Sucic ai danni di Davide Zappacosta al 19': i tacchetti sfiorano la caviglia dello scattante esterno, ma manca l'intensità per giustificare un provvedimento più severo. Condivisibile anche l'ammonizione comminata a Sead Kolasinac un solo minuto più tardi per aver steso Denzel Dumfries. Sull'azione insistita che porta al momentaneo 1-0 interista firmato da Pio Esposito, il direttore di gara fa bene a far proseguire: il presunto contatto falloso in avvio d'azione tra l'olandese e il difensore bosniaco non è assolutamente punibile.

I DUBBI SULLA SPINTA IN AREA - Nella ripresa, con le squadre allungate, la temperatura agonistica si alza vertiginosamente. Al quarto d'ora risulta ineccepibile il giallo sventolato all'indirizzo di Carlos Augusto, costretto alle maniere forti per frenare la fuga di uno sgusciante Nicola Zalewski. L'episodio più enigmatico della serata si materializza però al 36': Dumfries, in posizione di assoluto e clamoroso vantaggio, in pieno controllo della sfera davanti a Ibrahim Sulemana, finisce improvvisamente a terra. Il leggero incrocio tra i due piedi destri e una veniale spinta alle spalle non sembrano possedere minimamente l'energia necessaria per giustificare lo schianto al suolo. Resta il forte e legittimo dubbio sul perché l'esterno abbia scelto di lasciarsi andare in una situazione di gioco così promettente.

IL RIGORE FANTASMA E IL SILENZIO VAR - La vera, grande ombra sulla direzione arbitrale cala inesorabile al minuto 41. Davide Frattesi legge la traiettoria e brucia sul tempo Giorgio Scalvini, che interviene in netto ritardo colpendo in pieno la gamba dell'avversario. Si tratta di un calcio evidente, non misurabile ma solare, una dinamica che storicamente e da regolamento è sempre stata punita con il tiro dagli undici metri. Sorprende, e non convince affatto, il silenzio assordante di Matteo Gariglio davanti ai monitor: un grave errore di valutazione che, a conti fatti, ha graziato la formazione guidata da Raffaele Palladino, negando un rigore che appariva netto.

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Sezione: Serie A / Data: Dom 15 marzo 2026 alle 08:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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