La trasferta dell'Atalanta al Meazza si è consumata in un clima prettamente autunnale, tra pioggia, traffico e un vento freddo a spazzare l'area dove sorgerà il nuovo impianto. Un contesto uggioso che ha fatto da cornice a un pomeriggio di calcio vissuto tra le certezze di sempre, dai tornelli alle caldarroste, fino all'hospitality meneghina.

UNA SFIDA DELUDENTE - Il confronto sul rettangolo verde si è rivelato tutt'altro che esaltante. Come sottolineato da Pietro Serina sulle colonne de Il Corriere di Bergamo, si è trattato di una brutta partita, ben lontana dai ritmi attesi per una sfida tra la capolista e la settima forza del torneo. L'1-1 finale maschera quella che, per quanto espresso in campo, era una gara da reti bianche. A scuotere il tabellino sono stati un errore evitabile di Carnesecchi e un epilogo rocambolesco, segnato dall'espulsione di Chivu e da accese discussioni arbitrali.

RITMI BLANDI E MORALE RITROVATO - L'Inter attuale è parsa in evidente debito d'ossigeno, camminando più che correndo, forse frenata dalle fatiche estive del Mondiale per club o dalla pressione di un Milan in risalita. Questa lentezza, definita quasi da dopolavoristi, ha incredibilmente agevolato i piani di Palladino. Reduce dalla batosta europea contro il Bayern Monaco, la formazione bergamasca ha potuto attuare la sua strategia: restare in partita a ritmi bassi per poi piazzare la zampata nel finale. Il piano ha funzionato, restituendo fiducia in vista del ritorno di Champions a Monaco e della cruciale sfida di campionato contro il Verona.

IL PESO DELLA PANCHINA E I RIENTRI - La vera differenza, in attesa di recuperare la forma migliore di tutti i big, l'hanno fatta le sostituzioni. L'ingresso di giocatori del calibro di Ederson e Krstovic, unito all'apporto di Hien e Sulemana, ha cambiato il volto al match. Con Scalvini di nuovo in campo, De Ketelaere a disposizione e Raspadori ormai prossimo al rientro definitivo, poter pescare carte così pesanti dalla panchina diventa un fattore determinante per le ambizioni del club.

L'ANALISI SULL'EPISODIO ARBITRALE - L'editoriale si chiude con grande onestà intellettuale sull'episodio che ha mandato su tutte le furie i padroni di casa. Se l'azione del pareggio è da considerarsi regolare, il contatto in area tra Scalvini e Frattesi era un netto calcio di rigore a favore dell'Inter. L'inserimento del centrocampista è stato anticipato e il colpo ricevuto dal difensore, seppur giudicato di lieve entità, avrebbe generato polemiche furiose a parti invertite. E se Palladino ha liquidato la questione con un serafico «Non commento le decisioni arbitrali», la speranza è che tale aplomb venga mantenuto anche in future e ipotetiche situazioni sfavorevoli.

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Sezione: Rassegna Stampa / Data: Dom 15 marzo 2026 alle 23:05
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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