La Polizia di Stato ha chiuso il procedimento sanzionatorio a carico di sette esponenti del gruppo di tifo organizzato "Ultras Italia", ritenuti responsabili di condotte gravemente intimidatorie durante la sfida tra Italia e Irlanda del Nord disputata alla New Balance Arena di Bergamo lo scorso 26 marzo, valida per le qualificazioni ai Mondiali 2026. Il conto complessivo è pesante: 31 anni di divieto di accesso alle manifestazioni sportive.
IL LAVORO DELLA DIGOS - I fatti sono emersi al termine di un'articolata attività investigativa condotta attraverso l'esame delle registrazioni del sistema di videosorveglianza dell'impianto. Le immagini hanno permesso di ricostruire il comportamento di alcuni membri del gruppo, che con atteggiamenti minacciosi si sarebbero sistemati indebitamente in posti assegnati ad altri spettatori, pur disponendo di biglietti validi per settori diversi.
FAMIGLIE E BAMBINI COINVOLTI - Il passaggio più grave riguarda proprio le modalità dell'occupazione: gli interessati avrebbero circondato alcuni tifosi regolarmente presenti sugli spalti, costringendoli ad abbandonare le proprie postazioni e generando momenti di forte tensione. Una circostanza aggravata dal contesto, perché quella sera in tribuna c'erano numerose famiglie e diversi minori, arrivati per assistere a una partita internazionale e ritrovatisi loro malgrado dentro una situazione di aperta intimidazione. Uno scenario che stride con l'immagine di eccellenza che era valsa allo stadio orobico la designazione federale.
LE DENUNCE E IL PROCEDIMENTO - Al termine degli accertamenti sette persone sono state identificate e denunciate all'Autorità giudiziaria. La Divisione Anticrimine ha quindi avviato senza indugio il procedimento amministrativo di prevenzione, valutando la gravità dei comportamenti, la pericolosità di alcuni dei soggetti e il turbamento provocato all'ordine pubblico.
LE MISURE DEL QUESTORE - All'esito dell'istruttoria il Questore di Bergamo ha adottato provvedimenti calibrati sulla posizione di ciascuno – come riporta Bergamonews.it –. I Daspo emessi vietano l'ingresso agli impianti sportivi nazionali ed europei in occasione di gare di calcio, ufficiali o amichevoli, e impediscono agli interessati di acquistare personalmente i tagliandi tramite i sistemi di ticketing.
DIECI ANNI PER IL PIÙ GRAVE - Nel dettaglio è stato disposto un divieto decennale con due anni di obbligo di firma, uno da cinque anni sempre con due anni di firma, uno da quattro anni con la stessa prescrizione biennale e infine quattro provvedimenti triennali accompagnati da un anno di obbligo di presentazione. In totale, dieci anni di firma. Una sanzione che colpisce chi ha trasformato in terreno di scontro un impianto dove la Nazionale si giocava l'accesso alla finale playoff e dove il pubblico bergamasco è abituato a ben altro clima.
Una linea dura, quella scelta dalla Questura. E un messaggio chiaro a chi confonde il tifo con la prevaricazione.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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