Il nodo più complicato è sciolto. Maurizio Sarri e Claudio Lotito hanno trovato l'accordo per chiudere il rapporto in modo consensuale: staff incluso, soddisfazione per tutte le parti, firma attesa in giornata sull'accordo ufficiale di risoluzione. Il Comandante è ora formalmente libero di abbracciare il suo futuro nerazzurro, quel triennale con l'Atalanta che attendeva solo questo ultimo tassello per diventare realtà. La macchina si è messa in moto: a Zingonia il conto alla rovescia è partito, e la nuova era targata Sarri-Giuntoli può finalmente prendere forma alla luce del sole.
LA SCALETTA DEGLI ANNUNCI - La Dea, fedele al suo stile fatto di rispetto istituzionale e tempistiche corrette, non si precipiterà. L'annuncio laziale sull'uscita di Sarri arriverà oggi, ma quello bergamasco non sarà automaticamente contestuale: la sensazione è che si andrà tra la fine di questa settimana e l'inizio della prossima. E la scaletta appare già tracciata: prima l'annuncio di Cristiano Giuntoli come nuovo direttore sportivo — il dirigente toscano firmerà un contratto fino al 2030 e ha già iniziato a lavorare nell'ombra — poi quello del Comandante. Nel frattempo l'addio di Tony D'Amico, destinato alla Roma con Gian Piero Gasperini, sarà formalizzato in parallelo. Tutto si muove in sincronia.
IL PASSO CHE SBLOCCA TUTTO - La firma di Gennaro Gattuso con la Lazio per un biennale fino al 2028 ha liberato Sarri da ogni indugio: il successore è trovato, il club biancoceleste è coperto, e la trattativa con Lotito ha potuto chiudersi senza l'imbarazzo di lasciare la Lazio allo sbaraglio. Il Comandante non si è sentito ascoltato negli ultimi mesi in biancoceleste — lo aveva dichiarato lui stesso — ma ha sempre gestito l'addio con la dignità di chi sa che esistono modi corretti di fare le cose. Anche questa risoluzione ne porta la firma. Ora il capitolo è chiuso.
LA ROSA DA RIVALUTARE - Con Giuntoli già al lavoro e Sarri in arrivo, si può iniziare a ragionare sulla rosa. Il talento non manca, e ci sono giocatori già adattabili al 4-3-3 sarriano che vanno solo rivalutati — come rivela La Gazzetta dello Sport — e ricaricati dopo una stagione complicata. I nomi sono chiari: Giacomo Raspadori e Lazar Samardžić in testa a tutti. L'ex Napoli — arrivato a gennaio dall'Atletico Madrid — ha vissuto un'integrazione rallentata da un infortunio che lo ha fermato circa un mese a cavallo tra febbraio e marzo: 16 presenze totali, 936 minuti in campo, tre gol e un assist in Serie A. Non abbastanza per un giocatore atteso come il grande rinforzo. Con Sarri, che lo aveva già cercato a gennaio per portarlo alla Lazio, Raspadori potrà finalmente partire da zero, con una preparazione completa e un sistema di gioco — il 4-3-3 — in cui può coprire sia il ruolo di ala che quello di punta centrale.
IL CASO SAMARDŽIĆ - Il capitolo più intricato è quello del serbo. Lazar Samardžić è stato un investimento importante per l'Atalanta due anni fa, eppure non ha mai trovato una collocazione tattica definita, oscillando tra buone intuizioni e lunghi silenzi. Il paradosso è tutto nel calendario: gol determinante contro il Napoli in campionato e contro il Borussia Dortmund in Champions League nel giro di quattro giorni a fine febbraio, poi una parabola discendente che si è chiusa senza sequel. A gennaio era anche entrato nell'orbita laziale — per qualche giorno aveva preso consistenza l'ipotesi di un trasferimento — ma l'offerta non era arrivata e il serbo era rimasto a Bergamo. Uno spirito perennemente in cerca della scintilla giusta, come è stato definito più volte. Chissà che il centrocampo a tre del Comandante, dove potrebbe essere impiegato da mezzala, non sia finalmente la chiave per accendere il motore.
IL LAVORO CHE INIZIA - L'accordo con Lotito ha accelerato tutto. Giuntoli è svincolato e può muoversi già da subito: le prime idee per il mercato estivo, i nomi da valorizzare, quelli da cedere, le priorità da definire. L'Atalanta vuole correre, rispettando le tempistiche corrette ma senza perdere un giorno di vantaggio sulla concorrenza. Il progetto è chiaro, i protagonisti sono scelti. Ora manca solo il fischio d'inizio.
Il Comandante ha detto addio alla Lazio. Bergamo aspetta. E la nuova Atalanta può finalmente cominciare.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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