Non sapremo come andrà a finire, il processo sulle plusvalenze in atto ora per la giustizia sportiva. C’è un problema di fondo, che finora non è stato mai risolto. Come fare a dare un valore al cartellino di un giocatore e quindi giudicarne il prezzo. In questi giorni Marco Iaria, sulla Gazzetta dello Sport è andato a trovare le motivazioni che spinsero le precedenti inchieste sulle plusvalenze a non condannare nessuno.

Il TFN - riporta la Gazzetta - scrisse apertamente che “Questo collegio ritiene non sia possibile aderire ai criteri di quantificazione operati dalla procura federale, condividendo sul punto la tesi difensiva […] non vi sono dei parametri certi di riferimento o unanimemente condivisi in ordine all'oggettivo valore dei diritti di cessione di un calciatore in quanto frutto di una libera contrattazione fra le parti, ancorché nel caso di specie apparentemente sovrastimati”. La Corte federale d'appello aggiunse: “Se è lecito sanzionare l'imprudenza di una condotta gestionale non corretta e non conforme alle regole contabili, non può, invece, sostituirsi una valutazione meramente ipotetica dei valori di cessione degli atleti (quale quella ricavabile dai siti consultati dalla procura federale) a quella riservata alle parti in una libera contrattazione di mercato; […] non è possibile addivenire ad un esatto computo delle plusvalenze conseguenti all'imprudente e scorretta gestione delle suddette transazioni da parte delle citate società”.

Stavolta l’accusa non ha preso i valori da un sito specializzato e secondo la propria opinione. Ha realizzato una sorta di algoritmo che tiene in considerazione diversi parametri per fissare un valore. Da quel valore poi ha cercato di capire se il prezzo a cui è stato venduto un giocatore potesse essere congruo o meno.

Qui cominciano a sorgere, a prescindere, i problemi. Le società continuano a dire che non può essere deciso da un algoritmo il valore di un giocatore: fa parte di una trattativa, di intuizioni, di prospettive. O anche di necessità.
E’ altrettanto evidente che però le necessità, soprattutto in quest’ultimo periodo, sono diventate anche economiche. E quindi le plusvalenze ritenute fittizie (che ci sono sempre state e di cui in alcuni periodi si è ricorso) potrebbero anche essere una soluzione.

Attenzione: la parola plusvalenza di per sé non è affatto una parolaccia. Anzi: la plusvalenza è uno dei migliori guadagni che una società di calcio può realizzare. In assoluto però la plusvalenza per essere virtuosa al 100% deve esserci senza scambi di giocatori. Esempio: se io vendo un giocatore X per 10 milioni di euro non può mai esistere una plusvalenza fittizia.
Discorso diverso in caso di scambio, soprattutto di scambio alla pari. Se a me serve il giocatore X e a te serve il giocatore Y chi determina il valore dei due giocatori, dal momento che non c’è passaggio di denaro? E’ su questo che si è concentrata la procura. Sia quella sportiva che quella ordinaria.
Ma rimane sempre a monte il solito problema. Chi può determinare il valore del giocatore? Se applicassimo quell’algoritmo utilizzato dalla procura per le spese sostenute dai club per ogni operazione quante discrepanze troveremmo?
Senza contare che - sempre secondo i club - non si può punire una società o un dirigente con un elemento aggiunto a posteriori.
Al di là di come andrà a finire il processo (peraltro il primo grado di giudizio potrebbe arrivare entro il fine settimana) è comunque un tema che deve essere affrontato necessariamente in Figc. Anche perché se è vero che le Federazioni non possono sostituirsi agli imprenditori ma per rendere il calcio sostenibile alcuni paletti (come per esempio il nuovo FFP) possono essere messi. Perché parliamo di sostenibilità? Perché la plusvalenza, quella fittizia (quella con lo scambio), ha un effetto benefico immediato, ma poi si carica di costi per gli anni a venire… quindi i bilanci si appesantiscono eccome.

La Figc sta studiando da tempo dei possibili correttivi: potrebbero essere inseriti i costi proprio come campanello d’allarme, potrebbe essere inserito il famoso algoritmo sempre come punto di riferimento (da oggi in poi), potrebbero essere addirittura stralciate le plusvalenze a specchio dai conti economici per l’iscrizione al campionato. Qualche correttivo, proprio per evitare anche queste indagini e per evitare che ci possano essere dei dubbi, deve essere ideato.

Sezione: Calciomercato / Data: Gio 14 aprile 2022 alle 00:14 / Fonte: tmw
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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