La trattativa tra Inter e Atalanta per Marco Palestra entra in una fase nuova, fatta di ipotesi creative e resistenze ben precise. Dopo che la prima offerta da 40 milioni più 5 di bonus è stata rispedita al mittente dalla Dea — ferma sul prezzo di 50 milioni cash — i campioni d'Italia - riferisce Gianluca Di Marzio - studiano come ridurre il dislivello tra domanda e offerta, e una delle strade esplorate porta a un nome del proprio vivaio: Matteo Cocchi.
UN PROFILO CHE INTERESSA - Terzino sinistro classe 2007, cresciuto nel vivaio del Bologna prima di essere acquistato dall'Inter nel 2021 per una cifra simbolica, Cocchi è uno dei prospetti più seguiti del calcio giovanile italiano. Blindato con un contratto fino al 2030, ha già assaporato il grande palcoscenico: l'esordio in Champions League con Simone Inzaghi in panchina, la prima da titolare in Coppa Italia contro il Torino agli ordini di Cristian Chivu, e la presenza nel finale del 3-3 del Dall'Ara contro il Bologna nell'ultima giornata di Serie A Enilive. Mancino di spinta, capace di agire sia in una difesa a quattro sia come esterno a tutta fascia, è il prototipo del laterale moderno che l'Atalanta — da sempre attenta ai migliori talenti italiani in circolazione — non ha mancato di monitorare.
LA LOGICA DELL'OPERAZIONE - L'idea che circola negli ambienti di mercato è quella di inserire Cocchi come contropartita parziale, abbassando così la componente cash dell'offerta senza scendere sotto la soglia che la Dea ha fissato come imprescindibile. Una formula che, sulla carta, avrebbe una sua coerenza: l'Atalanta riceve un giovane di prospettiva da valorizzare nel proprio sistema, l'Inter riduce l'esborso economico puro su un'operazione che, a queste cifre, pesa in modo significativo sul bilancio. Il problema è che Viale della Liberazione non ha nessuna intenzione di privarsi del ragazzo in via definitiva. La società nerazzurra lo considera parte integrante del progetto Under 23 e lo vede, a medio termine, come un erede naturale sulla corsia mancina.
UN NODO NON SEMPLICE - La posizione dell'Atalanta sul dossier Palestra, del resto, è già sufficientemente rigida sul fronte cash: la Dea ha fatto sapere di non voler accettare contropartite tecniche a riduzione del prezzo — dettaglio che rende ogni ipotesi di scambio complessa da impostare. In questo quadro, inserire Cocchi significherebbe riaprire un negoziato su basi diverse da quelle che Bergamo ha finora dichiarato di voler accettare. Non impossibile, ma non immediato. I nomi che girano attorno alla trattativa sono già numerosi — Davide Frattesi è quello più quotato come eventuale contropartita, con l'Atalanta che ha bisogno di un centrocampista dopo la partenza di Éderson verso il Manchester United — e ogni elemento aggiuntivo rende l'architettura dell'affare più intricata.
IL FRONTE DEL GIOCATORE - Nel frattempo, l'Inter non vuole perdere terreno sul piano personale. Palestra ha già dichiarato di sentirsi pronto per il salto in una big, ma la concorrenza dalla Premier League — Manchester City in testa — è concreta e potrebbe farsi più rumorosa nelle prossime settimane. Chiudere l'intesa con il giocatore prima che altri club si facciano avanti con proposta formale è un obiettivo dichiarato dei nerazzurri milanesi: trovare un accordo di massima sul contratto significherebbe ridurre il rischio di aste e accelerare la definizione con l'Atalanta. Il giocatore, intanto, è concentrato sul Mondiale con la Nazionale italiana guidata da Silvio Baldini, e ogni decisione definitiva sul suo futuro è destinata a slittare a dopo gli impegni azzurri.
Cinquanta milioni, niente contropartite, o quasi. L'Atalanta ha scelto il suo terreno di gioco: sarà l'Inter a doversi adattare, o a guardare altrove.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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