Trattativa faticosa, ma non impossibile. È questo il succo del quadro aggiornato tracciato da Fabrizio Biasin a QSVS sul fronte Marco Palestra: il terzino classe 2005 di proprietà dell'Atalanta resta il sogno dichiarato dell'Inter per raccogliere l'eredità di Denzel Dumfries, ormai giocatore del Real Madrid. E le parole dell'opinionista fotografano con precisione la distanza tra le parti, ma anche le ragioni per cui il dialogo non si è ancora interrotto.
LA POSIZIONE DELLE DUE SQUADRE - «Palestra? Sappiamo com'è la situazione — ha detto Biasin —. È il piano A, A+ e A++ dell'Inter. L'Atalanta fa il prezzo com'è giusto che sia e chiede più di 50 milioni di euro, mentre l'Inter arriva a 45». Una differenza di almeno cinque milioni sul prezzo base che, nel calciomercato dei grandi club, non è un abisso ma nemmeno una questione di dettaglio. L'Atalanta ha aperto alla cessione e si tratta sul prezzo, ma il club nerazzurro bergamasco non ha nessuna intenzione di fare sconti: il suo gioiello vale quello che vale, e la concorrenza internazionale — Arsenal, Manchester City, Real Madrid tra le squadre interessate — non fa che confermarlo.
LA DIFFERENZA CON IL CASO LOOKMAN - L'aspetto più interessante dell'analisi di Biasin riguarda il confronto con la trattativa per Ademola Lookman, che aveva tenuto banco nella scorsa stagione prima dell'approdo dell'esterno nigeriano all'Atletico Madrid: «Innanzitutto, l'Atalanta non voleva vendere Lookman in Italia e lo disse all'Inter dopo la prima offerta. Oggi, invece, il giocatore è in vendita e l'Atalanta lo vende anche in Italia, ma a chi dà più soldi». Una distinzione fondamentale: se nell'estate scorsa esisteva un pregiudiziale divieto di cessione ai club di Serie A, questa volta la logica è puramente economica. Vince chi offre di più, indipendentemente dalla nazionalità. Un terreno di gioco teoricamente più favorevole all'Inter, che però deve battere la concorrenza estera sul piano delle cifre.
LA CARTA DEL GIOCATORE - L'asso nella manica dei nerazzurri milanesi è la volontà del diretto interessato: Marco Palestra gradirebbe la destinazione interista, e questo è un fattore che Biasin considera significativo. «L'Inter fa forza sulla volontà del giocatore. Se terrà il punto, magari un incastro si troverà, altrimenti potrebbe andare altrove». Una dinamica che il calcio conosce bene: un giocatore che spinge in una direzione può accelerare accordi che altrimenti resterebbero bloccati, oppure convincere il club cedente ad accettare condizioni leggermente inferiori per non creare un caso di spogliatoio.
NESSUNA SCORCIATOIA - La conclusione di Biasin è quella di chi conosce i meccanismi del mercato senza illusioni: «È una trattativa faticosa, bisogna restare sul pezzo perché non è una cosa che si risolve dall'oggi al domani». Marco Palestra è un affare destinato a tenerci compagnia per tutta l'estate, con la Dea ferma sulla sua valutazione e l'Inter che aspetta il momento giusto per avvicinarsi al prezzo richiesto o trovare la formula creativa — contropartite tecniche, dilazioni, bonus — che possa soddisfare entrambe le parti. Il tempo, per ora, è dalla parte di Bergamo.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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