Quarant'anni, uno Scudetto da veterano indossato con naturalezza e una voce che vale più di qualsiasi statistica. Edin Džeko, attaccante e leader della Bosnia-Erzegovina, si è raccontato in una lunga intervista a Marca toccando i temi caldi del momento: il futuro dei giovani compagni, la sua partenza dalla Fiorentina e la lettura a freddo dell'eliminazione dell'Italia dai playoff mondiali.
LA NUOVA GENERAZIONE - Il capitano bosniaco non nasconde le proprie preferenze di mercato per i compagni di squadra. Su Tarik Muharemović è esplicito: «Mi piacerebbe vederlo all'Inter: ha un grande futuro, molta qualità e la mentalità giusta». Per Alajbegović, invece, porta a parlare i numeri: due rigori trasformati, rispettivamente contro Galles e Italia, che hanno convinto Džeko che il giovane compagno «ha dimostrato di avere personalità e audacia». Due profili accostati alle big della nostra Serie A, che ora incassano anche l'endorsement del più esperto del gruppo.
L'ADDIO ALLA FIORENTINA - Džeko non gira intorno alla questione sul suo trasferimento invernale allo Schalke 04: «Non ero felice: avevo bisogno di giocare di più». Ha poi chiarito — come raccoglie Marca — che la scelta era doppiamente motivata: sul piatto c'era la volontà di aiutare il club tedesco a tornare in Bundesliga, ma l'obiettivo principale restava la preparazione ai playoff mondiali contro Galles e Italia.
LA REAZIONE ITALIANA - Sul fatto che alcuni calciatori azzurri avessero esultato sapendo di dover affrontare la Bosnia, il capitano ha mantenuto un tono misurato: «È normale che Federico Dimarco e Guglielmo Vicario abbiano pensato che fosse più facile giocare contro di noi che contro il Galles. Non ero arrabbiato». Ha però restituito il contesto con precisione: l'Italia era sotto pressione per il rischio concreto di mancare un terzo Mondiale consecutivo, la stampa amplificava ogni tema — il campo, le dimensioni dello stadio — mentre nessuno si preoccupava di ricordare che la Bosnia si presentava con una squadra di qualità, popolata di giovani che hanno saputo rispondere sul campo.
LA LETTURA DELLA PARTITA - Džeko non cerca alibi né esagera i meriti della sua nazionale: «L'Italia è ovviamente più forte della Bosnia. L'espulsione di Alessandro Bastoni ci ha aiutato, ma anche in dieci uomini avrebbero potuto fare di più». Sul piano pratico, spiega perché il risultato è stato quello che è stato: sessanta cross in area da parte della Bosnia non sono difendibili a lungo. Prima o poi si subisce un gol, ed è esattamente quello che è accaduto.
IL RUOLO DI CAPITANO - In chiusura, i giovani talenti bosniaci che guardano alla Serie A hanno in Džeko il punto di riferimento naturale: «Sono il giocatore più anziano e come capitano si ha sempre una maggiore responsabilità». Ha concluso con soddisfazione personale: guidare questa nuova generazione nel modo giusto, e aver contribuito a qualcosa di importante negli ultimi due anni, è il suo bilancio più prezioso.
Il veterano che sa parlare al futuro. E il futuro, in casa Bosnia, sembra avere già un indirizzo: quello delle grandi d'Italia.
© Riproduzione Riservata
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
Altre notizie - Interviste
Altre notizie
- 15:45 Calciomercato DeaAtalanta, colpo per il futuro: vicino l'arrivo del baby portiere
- 15:00 New York celebra i Mondiali: strade dedicate a Thierry Henry e Pelé
- 14:46 Atta, tutti lo vogliono: l'Atalanta chiama l'Udinese, Sarri dice sì
- 14:46 Calciomercato DeaPalestra, il City irrompe: l'Atalanta aspetta l'asta e l'Inter trema
- 14:37 Džeko, la verità sulla Bosnia: "Sessanta cross, l'Italia non poteva reggere"
- 14:30 Tre allenatori in un anno: il conto economico di una stagione anomala
- 14:15 Germania, i giocatori pagano il viaggio ai tifosi: trasporto gratuito per la sfida con l’Ecuador
- 13:28 Otto nerazzurri al Mondiale 2026: la Dea augura buona fortuna ai suoi campioni
- 13:15 Fiorentina su Musah: idea per il centrocampo, il Milan valuta anche il prestito
- 13:09 Castellano, dall'Atalanta Primavera alla fascia da capitano alla Folgore Caratese: una storia che vale più dei numeri
- 12:45 Calciomercato DeaJashari, sirene dalla Serie A: Atalanta e Roma lo seguono, ma lui pensa al Milan
- 12:15 Ruggeri, intreccio di mercato tra Inter, Juventus e Atletico: il punto dell’agente
- 11:45 Calvi, lo chef dell'Atalanta: "Così l’alimentazione accende la luce dell’Atalanta. Dublino la notte più bella della mia vita"
- 11:15 Davide Zappacosta compie 34 anni: l’Atalanta celebra il suo esterno con numeri da protagonista
- 10:45 Calciomercato DeaPalestra da 60 milioni: Atalanta alza il muro, Inter e Premier alla finestra
- 10:15 Atalanta, tre allenatori a libro paga: la rivoluzione Sarri costa 14 milioni
- 09:45 Palladino saluta l’Atalanta: “Le emozioni non si cancellano. Grazie a tutti”
- 09:15 FIFA e FIFPRO siglano un accordo storico: più voce ai calciatori e nuove regole per il futuro del calcio
- 08:45 Manchester City, Anderson è il primo obiettivo di Maresca: Palestra può attendere
- 08:00 Maltempo in Lombardia: crolla un maxi schermo allo stadio di Monza
- 07:30 ZingoniaL'ombra che muove il mercato: chi è Pompilio e perché Giuntoli non può fare a meno di lui
- 06:45 PRIMA PAGINA - Corriere di Bergamo: "Sarri ancora in stallo. E per Palestra l’asticella resta alta"
- 06:45 PRIMA PAGINA – La Gazzetta dello Sport: "C'è tutto il mondo (meno noi)"
- 06:45 PRIMA PAGINA - Corriere dello Sport: "The last dance"
- 06:45 PRIMA PAGINA - Tuttosport: "Dibu, sconto alla Juve"
- 06:45 PRIMA PAGINA – L'Eco di Bergamo: "Atalanta / Arriva Pompilio l'uomo di fiducia del ds Giuntoli"
- 06:00 Il calcio in TV oggi (e non solo): tutti gli eventi e gli orari
- 00:15 Esclusiva TALa fortezza bergamasca: quando il «no» è una strategia aziendale
- 22:30 Calciomercato DeaDe Ketelaere nel mirino in Bundesliga: Bayern e Dortmund alla finestra
- 21:00 Otto nerazzurri al Mondiale: Éderson completa un'impresa storica
- 20:15 Everton condannato a risarcire il Burnley: 35 milioni di sterline in disputa legale
- 19:45 Calciomercato DeaL'Atalanta di Sarri: reparto per reparto, cosa serve davvero
- 19:30 Samardžić rinasce con Sarri: il ruolo che non aveva mai trovato
- 18:45 Nove volte in dieci anni: l'Europa è casa dell'Atalanta
- 18:15 Mapei Stadium premiato come miglior campo della Serie A 2025/2026
- 17:54 L'U23 cambia pelle con Sarri: Bocchetti saluta, Corrent è il nome per il nuovo corso
- 17:45 UfficialeBianco lascia il Monza: il Pisa lo aspetta, i biancorossi ripartono da zero
- 17:00 Stretta del Viminale: stop alle trasferte di Torino e Juventus
- 17:00 Calciomercato DeaColpo Atalanta, in arrivo Puljić dal Bayern Monaco: la Dea lo strappa a mezza Europa
- 16:45 Basta carezze inutili: il corpo merita una scienza, non solo una "coccola". Ecco perché Bergamo ha scelto il Biohacking
- 16:30 Juve Stabia, Alfredo Guerri vicino all’acquisizione del club
- 16:14 UfficialePompilio nuovo Direttore dei Processi Sportivi: ufficiale il colpo di Giuntoli
- 16:00 IFAB, il calcio cambia: cinque secondi alle rimesse, rosso per chi protesta
- 15:45 Vieri sentenzia: "Palestra è il giocatore del futuro"
- 15:15 Scamacca senza filtri: “Da bambino sognavo la Serie A. A Bergamo ho trovato la mia dimensione”
- 14:45 De Ketelaere falso nove al Mondiale: Sarri prende appunti
- 14:15 Giuntoli non molla Jashari: la pista esiste da prima del Milan, ora porta a Bergamo
- 14:00 Calciomercato DeaVergara vale 30 milioni e il mercato si scalda: l'Atalanta c'è
- 13:45 Samaden e il grido d'allarme: "Il calcio giovanile italiano è tutto da rifare, basta parole"
- 13:30 Mondiale 2026, montepremi record: 50 milioni al campione, il doppio del Qatar
