La marcia d'avvicinamento dell'Italia verso il crocevia iridato passa inevitabilmente per le motivazioni dei suoi senatori e dei nuovi leader. Tra questi spicca senza dubbio la fame agonistica di Riccardo Calafiori, pronto a trasformare la magica atmosfera della New Balance Arena nel trampolino di lancio per il sogno a stelle e strisce. Il difensore in forza all'Arsenal freme dalla voglia di scendere in campo e trascinare il gruppo verso la qualificazione, allontanando definitivamente le nubi dello scetticismo generale.

IL SOGNO AZZURRO E LO SPAREGGIO - «Siamo carichi e c'è un'immensa voglia di andare al Mondiale», confida a ruota libera il centrale difensivo – come riferisce La Gazzetta dello Sport – svelando un entusiasmo contagioso in vista dell'imminente raduno di Coverciano. La sfida contro l'Irlanda del Nord non ammette alcun tipo di distrazione, ma la consapevolezza dei mezzi a disposizione è totale. Sulla carta, la superiorità tecnica della selezione tricolore è innegabile: l'incognita è rappresentata dalla capacità di fare quadrato contro la negatività esterna. «Se riusciamo a fare gruppo, ce la giochiamo con chiunque. Anche in America: se ci arrivassimo, potrebbe succedere di tutto», ha chiosato il giocatore, sicuro che tifosi e spogliatoio remeranno compatti nella medesima direzione.

LA SCELTA INGLESE E IL RICHIAMO DEI GUNNERS - Il salto in Premier League ha rappresentato la chiusura di un cerchio personale, un desiderio cullato in segreto fin da bambino. Dopo la strepitosa vetrina dell'Europeo in Germania, le sirene delle big italiane hanno suonato a lungo, ma l'intervento dell'agente Alessandro Lucci ha tracciato una rotta irrinunciabile verso il nord di Londra. Misurarsi con il campionato più complesso e affascinante del mondo era una sfida impossibile da declinare, specialmente di fronte a una maglia iconica e pesante come quella londinese. Oggi l'ex rossoblù vive all'interno di un gruppo giovane, affamato di trofei e permeato da una serenità vitale per puntare al vertice assoluto.

UN DESTINO INCROCIATO OLTREMANICA - Il filo rosso del destino ha incredibilmente riannodato i rapporti con un amico fraterno, Edoardo Bove. Cresciuti spalla a spalla nel florido vivaio della Roma, oggi i due si ritrovano vicini di casa nella metropoli britannica, con il centrocampista felicemente accasato al vicino Watford. Un legame profondo, sublimato da un aneddoto toccante che rivela la straordinaria forza d'animo dell'amico: il tocco del defibrillatore sottocutaneo ha suscitato un brivido d'emozione, spazzato via istantaneamente dalla contagiosa serenità e dalla voglia di spaccare il mondo del compagno di mille battaglie.

LA CICATRICE GIALLOROSSA - Nel percorso di maturazione di un atleta d'élite, le cadute pesano spesso quanto le vittorie. Il rapporto con José Mourinho nella capitale ha vissuto picchi di adrenalina pura, come quando il tecnico portoghese pubblicò un video celebrativo scatenando centinaia di notifiche sul telefono del ragazzo. Un'illusione dolcissima, bruscamente interrotta dalla famigerata e disastrosa trasferta di Bodo. Quella batosta sportiva e la successiva rottura hanno rappresentato un momento di profonda delusione, rivelandosi però col tempo un passaggio doloroso ma strettamente necessario per forgiare il carattere del difensore di oggi.

Il palcoscenico di Bergamo è pronto ad accogliere la furia agonistica di un talento sbocciato definitivamente all'estero, ma che porta l'Italia scolpita nel cuore. Novanta minuti per scacciare i fantasmi e rimettere la Nazionale sulla mappa del calcio che conta.

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Sezione: Italia / Data: Sab 21 marzo 2026 alle 13:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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