La Fiorentina non smette di sognare in Europa e stacca il pass per i quarti di finale di Conference League per il quarto anno consecutivo. La compagine guidata in panchina da Paolo Vanoli è riuscita nell'impresa di bissare il successo ottenuto nel match di andata al Franchi, piegando la resistenza del Rakow con un prezioso 2-1 anche nella complessa e insidiosa trasferta in terra polacca.
L'OTTOVOLANTE EMOZIONALE E LA RABBIA DI KEAN - L'andamento della sfida non è stato affatto lineare, trasformandosi ben presto in un autentico ottovolante emozionale per i tifosi toscani. I padroni di casa si sono fatti preferire sul piano del gioco per la prima ora di gara, concretizzando la loro supremazia con la rete del vantaggio arrivata a soli ventuno secondi dal rientro in campo per il secondo tempo. Di fronte alle crescenti difficoltà, l'allenatore ha deciso di pescare dalla panchina per rimescolare le carte, richiamando fuori anche un Moise Kean che non ha gradito minimamente la scelta tecnica, lasciandosi andare a una vistosa e plateale contestazione al momento della sostituzione.
LA RIMONTA E LA PRODEZZA DI PONGRACIC - Nonostante le inevitabili scintille al momento dei cambi, le mosse tattiche del tecnico hanno dato i loro frutti, innescando la reazione d'orgoglio della squadra. La rete del prezioso pareggio ha preso forma grazie a un'iniziativa di Cher Ndour, capitalizzata dal tocco decisivo sottomisura di Roberto Piccoli, a cui la UEFA ha ufficialmente assegnato la paternità del gol ex post. L'apoteosi finale per i colori viola si è poi materializzata a tempo quasi scaduto: con la porta avversaria rimasta completamente sguarnita nei disperati assalti conclusivi, Marin Pongracic ha pescato il jolly con una traiettoria millimetrica scoccata direttamente da centrocampo, siglando la rete che ha chiuso i conti.
L'ANALISI DI VANOLI E LO SPIRITO VIOLA - Al triplice fischio, il tecnico ha analizzato le insidie del match e il grande carattere mostrato dal suo gruppo. «All'inizio abbiamo fatto fatica a capire che partita andava fatta perché provavamo a palleggiare ma con questo campo era impossibile», ha spiegato Paolo Vanoli in sala stampa. «Questo ci ha messo in grossa difficoltà, poi nel secondo tempo abbiamo preso subito gol ma ultimamente reagiamo molto bene. Era una partita che non era facile, soprattutto a due giorni da una partita che era la più importante in campionato. I ragazzi hanno dimostrato che volevano a tutti i costi passare il turno. Dobbiamo avere questo spirito, per salvarci ma anche per portare avanti il percorso in Conference League».
IL TABELLINO
RAKOW-FIORENTINA 1-2 (p.t. 0-0)
46’ Struski (R), 68’ Piccoli (F), 97’ Pongracic (F)
RAKOW (3-4-2-1)
Zych; Tudor (19’ Mosor), Racovitan, Svarnas; Ameyaw, Struski (80’ Bulat), Repka, Jean Carlos (80’ Amorim); Makuch (80’ Leonardo Rocha), Lopez (70’ Diaby-Fadiga); Brunes.
A disp. Trelowski, Czeremski, Napieraj, Arsenic, Ilenic, Mircetic.
All. Tomczyk.
FIORENTINA (4-3-3)
Christensen; Dodo (88’ Pongracic), Comuzzo, Ranieri, Parisi; Fabbian, Fagioli (91’ Mandragora), Ndour; Harrison (91’ Gudmundsson), Kean (61’ Piccoli), Fazzini (61’ Gosens).
A disp. De Gea, Leonardelli, Kospo, Kouadio, Braschi, Balbo, Bonanno.
All. Vanoli.
Arbitro Martinez Munuera (Spa).
VAR Cuadra Fernandez.
Note Spettatori 5mila circa. Ammoniti: Brunes (R), Dodo (F), Pongracic (F), Ndour (F). Possesso palla 49%-51%. Tiri in porta 2-8 (con un palo). Tiri fuori 3-4. Palle recuperate 37-36. Passaggi 321-325. Falli 10-11. Angoli 2-5. In fuorigioco 2-1. Recuperi: p.t. 2’, s.t. 6’+1’.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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