Il fischio finale della sfida contro il Genoa ha sancito un amaro risveglio per l'Atalanta, costretta a dire definitivamente addio al sogno di agganciare la qualificazione in Europa League. Negli studi televisivi di Dazn, a mente fredda, è intervenuto Ciro Ferrara per analizzare la parabola discendente della squadra allenata da Raffaele Palladino, bloccata sullo zero a zero sul prato della New Balance Arena e apparsa solamente una lontana parente della macchina perfetta ammirata in passato.

LA DIFESA DEL TECNICO E LA CLASSIFICA - L'ex baluardo difensivo non ha però voluto gettare la croce addosso all'attuale guida tecnica orobica, ricordando a tutti da dove è partita questa complessa rincorsa. «È innegabile che da circa un mese e mezzo la compagine nerazzurra stia faticando enormemente, specialmente tra le mura amiche, ma bisogna essere onesti: Palladino si è ritrovato tra le mani una situazione intricatissima e ha avuto il merito di prendere un gruppo al tredicesimo posto per trascinarlo fino all'attuale settima piazza», ha spiegato l'opinionista campano. Un cammino dispendioso che ha inevitabilmente e fisiologicamente prosciugato le energie dei protagonisti.

IL RALLENTAMENTO E LE RIVALI AGGUERRITE - Analizzando le spietate dinamiche del nostro campionato, Ferrara ha posto l'accento sulla ferocia di una concorrenza che non ammette sbavature o cali di tensione. «Mantenere questi ritmi forsennati per l'intero arco della stagione è un'impresa titanica. Chi sta davanti continua a correre senza sosta e quest'anno si è assistito anche all'inserimento a sorpresa del Como nella lotta per le competizioni continentali». Ciononostante, il brusco calo di rendimento dell'Atalanta ha spiazzato molti addetti ai lavori: «Considerando lo standard a cui ci avevano abituati negli ultimi anni, si tratta di una battuta d'arresto che onestamente non ci aspettavamo».

IL FLOP DEL DOPPIO CENTRAVANTI - L'analisi tattica si è poi focalizzata sulla controversa scelta dell'allenatore di schierare l'artiglieria pesante dal primo minuto contro la muraglia eretta dai liguri. L'esperimento di affiancare Gianluca Scamacca a Nikola Krstovic è stato bocciato senza alcun appello: «La mossa di gettare nella mischia contemporaneamente le due punte centrali non ha portato i frutti sperati. Tra i due non è scattata la minima connessione in campo e non si è visto praticamente nulla di interessante sul fronte offensivo», ha concluso in maniera perentoria l'ex difensore.

Parole nette che fotografano una stagione giunta al suo snodo più amaro e delicato. Alla Dea non resta ora che rimboccarsi le maniche per onorare al meglio gli ultimi impegni, cercando di ritrovare quell'identità smarrita per pianificare il futuro con rinnovata lucidità.

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Sezione: Interviste / Data: Dom 03 maggio 2026 alle 20:45
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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