LUSSEMBURGO-ITALIA 0-1 (p.t. 0-0)
49' Pio Esposito (I)
DONNARUMMA, voto 6,5
Serata di servizio più che di interventi, come spesso accade quando si presidia una retroguardia organizzata e si gioca contro un avversario che non punge con continuità. Tuttavia la sua presenza non è mai decorativa: due uscite al 58' e al 65' evitano situazioni più complicate, e la sola autorità con cui occupa lo specchio tiene a distanza qualsiasi vellerità lussemburghese. Pilastro su cui si costruisce. Rassicurante.
FAVASULI, voto 6,5
Convocato per la prima volta in questa versione maggiore della Nazionale, il terzino del Catanzaro non si nasconde: attacca la profondità con frequenza, accetta il rischio del dribbling e partecipa attivamente alla costruzione. Qualche imprecisione nella gestione del pallone in uscita, fisiologica per chi esordisce a questo livello, non offusca una prestazione dove la voglia di mettersi in mostra ha radici genuine, non esibizionistiche. Propositivo.
Dal 67' FORTINI, voto 6
Entra quando la partita è già indirizzata e si limita a gestire la fascia senza rischiare. Pochi squilli, nessuna sbavatura. Ordinato.
COMUZZO, voto 6,5
Difende con la testa alta e i piedi educati: intercetta le traiettorie avversarie in anticipo, dialoga col reparto con pulizia e avvia l'azione palla al piede con una disinvoltura che ricorda il profilo già visto con la Fiorentina. In una serata di gestione controllata, il difensore toscano non lascia dubbi sulla solidità della propria lettura difensiva. Affidabile.
Dal 76' MANÉ, SV
CHIARODIA, voto 6
Esordio in azzurro da trattare con le pinze del giudizio: il difensore del Borussia M'Gladbach non affronta prove particolarmente esigenti, ma si muove con sicurezza nella postura e nella scalata. Le premesse per sfide più impegnative ci sono; il verdetto è rimandato. Dignitoso.
BARTESAGHI, voto 6,5
La stagione al Milan lo ha forgiato: a sinistra spinge con continuità, sovrapponendosi con tempistica corretta e contribuendo alla creazione dell'azione più pericolosa del primo tempo, quando al 45' imbuca per Esposito che viene fermato solo da Moris. In fase difensiva non si distrae, gestisce anche le asperità fisiche di Sinani con determinazione. Convincente.
Dal 90' AHANOR, SV
PISILLI, voto 7
È il calciatore che accende la partita nei momenti decisivi: il calcio d'angolo da cui nasce il gol di Esposito al 49' porta la sua firma, con una traiettoria calibrata che taglia l'area con precisione millimetrica. Al 59' sfiora il raddoppio colpendo il palo in una situazione che richiedeva sangue freddo e che ha quasi tutto fuorché la fortuna dalla sua parte. Centrale, verticale, presente. Il romanista sta già scrivendo la propria storia in questo gruppo. Autorevole.
LIPANI, voto 6
Il centrocampista del Sassuolo svolge con diligenza il lavoro di copertura che gli compete, recuperando palloni in zone nevralgiche e dando equilibrio alla manovra. Non gli si chiede di illuminare, ma di tenere ordinata la casa: compito assolto, senza lampi particolari. Una pausa da cartellino giallo non cambia il giudizio complessivo su una prova di sostanza. Diligente.
Dal 76' DAGASSO, SV
NDOUR, voto 6
Il fiorentino porta fisicità e dinamismo nel cuore del centrocampo: tre conclusioni murate nel secondo tempo testimoniano una partecipazione attiva, anche se manca la precisione nell'ultimo passaggio. La verticalizzazione al 44' per Koleosho è un'intuizione di qualità, ma l'attaccante non la concretizza. Utile, non determinante. Energico.
CHERUBINI, voto 6,5
Cresce nel corso della gara, come spesso accade ai giocatori che processano il ritmo lentamente ma poi trovano il passo giusto. Nelle azioni più acute dell'Italia c'è spesso il suo tocco a innescare la catena; il collegamento con Esposito funziona, la precisione in appoggio non è sempre al massimo, ma la partecipazione qualitativa al gioco azzurro è evidente. Crescente.
Dal 67' FINI, voto 6
Spreca una buona occasione da posizione favorevole ma non si risparmia. Ci mette il cuore più che il mestiere. Volonteroso.
ESPOSITO, voto 7
Quattro gol in nove partite con la maglia azzurra prima di compiere ventun anni: numeri che rimandano a una compagnia storicamente esclusiva, quella di Meazza e Rivera. Il colpo di testa al 49', sugli sviluppi del corner di Pisilli, ha la precisione del giocatore che sa dove vuole mettere la palla anche quando la traiettoria è difficile. Nel primo tempo lavora di sponda, di protezione e di tacco, catalizzando le azioni offensive con la maturità di chi nel calcio che conta ha già vissuto più di quanto dica l'anagrafe. Un punto fermo di questa Italia in costruzione. Decisivo.
Dal 76' CAMARDA, SV
KOLEOSHO, voto 6
Le accelerazioni sulla fascia sinistra sono il materiale grezzo di un giocatore che sa creare superiorità numerica; il problema è ciò che accade nell'ultimo metro. Al 44' si ritrova a tu per tu con il portiere e calcia tra le braccia di Moris in modo impacciato; nel primo tempo aveva già sciupato un'altra chance di peso. Il contributo difensivo è generoso, ma l'incisività finale manca ancora di affidabilità. Incompiuto.
Dal 90' INACIO, SV
BALDINI, voto 7
Ha accettato un incarico scomodo — traghettatore di una Nazionale che ha appena mancato il terzo Mondiale consecutivo — e lo interpreta con la dignità di chi non si nasconde. La scelta di puntare quasi interamente sul blocco Under 21, arricchito da pochi elementi già testati in azzurro, produce una squadra con identità riconoscibile: corsa, pressing alto, voglia di giocare. I cambi sono funzionali e non stravolgono gli equilibri. L'undici iniziale riflette una gerarchia chiara; il risultato gli dà ragione. Tre punti di continuità da consegnare a chi verrà. Lucido.
© Riproduzione riservata
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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