Sandro Tonali ha parlato con lucidità e consapevolezza dopo lo 0-2 di Chișinău, una vittoria arrivata nel finale ma che lascia aperte riflessioni sull’identità e sulla crescita dell’Italia. Il centrocampista azzurro, ai microfoni della Rai, ha restituito la fotografia esatta di una serata faticosa: poche accelerazioni, qualche imprecisione, ma anche una reazione che il gruppo considera fondamentale in vista del percorso verso il Mondiale. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com

LA PARTITA SBLOCCATA NEL FINALE - «Era una gara difficile, ma questa vittoria vale tanto»
«Il primo tempo è stato simile a quello con l’Estonia, quando non sei pulito e non riesci a segnare», spiega Tonali. «Sapevamo che, per il girone, contava poco, ma per noi contava tanto. Portare a casa la vittoria nel finale ci dà molto: è benzina che dobbiamo mettere dentro per il nostro futuro».

LE OCCASIONI MANCATE - «Ci abbiamo provato, niente scuse: dovevamo segnare prima»
«Abbiamo avuto tanti cambi e pochi giorni per preparare la partita», ammette il centrocampista. «Dovevamo trovare il gol prima, senza cercare scuse. Anche nelle gare più complicate cerco sempre la reazione della squadra: ogni minuto che passava era più difficile segnare, ma l’abbiamo vinta per noi stessi. C’era voglia di portare a casa i tre punti».

IL RAPPORTO CON GATTUSO - «Ci dà tanto, dobbiamo essere spugne»
«Gattuso ci sta aiutando molto e stiamo lavorando tanto insieme», sottolinea Tonali. «Questa è la base del nostro castello. Siamo stati poco con lui, ma ci trasmette davvero tanto e dobbiamo provare a portare tutto sul campo. A volte è complicato, ma dobbiamo essere spugne: assorbire ciò che ci dicono lo staff e il mister».

LE CRITICHE DURANTE LA GARA - «In campo senti poco, conta reagire sempre»
«Dal campo la vivi diversamente, l’adrenalina copre il resto», spiega Tonali. «Siamo professionisti: anche se le cose vanno male e lo stadio ci dà contro, dobbiamo comunque dare tutto e provare a vincere. È parte del nostro lavoro».

Tonali guarda avanti senza paura e con estrema lucidità. La vittoria di Chișinău non basta per la classifica, ma per lo spirito del gruppo sì: l’Italia è ancora un cantiere aperto, ma la volontà di crescere è netta. E la fiducia in Gattuso, parola per parola, racconta un gruppo che vuole costruire il proprio futuro con convinzione.

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Sezione: Italia / Data: Gio 13 novembre 2025 alle 23:35
Autore: Daniele Luongo
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