Qualcosa si muove, e si muove da tempo. Mentre il calcio dei grandi litiga con i propri fantasmi — tre Mondiali consecutivi guardati dalla televisione — quello dei giovani azzurri racconta un'altra storia, fatta di semifinali, finali e podi continentali. Stasera, a Tallinn, l'Under 17 di Daniele Franceschini si gioca il titolo europeo contro il Belgio: l'Italia ha già vinto l'Europeo di categoria nel 2024 e punta al bis, in un torneo che, come ricorda Maurizio Viscidi — responsabile delle rappresentative giovanili azzurre — rappresenta spesso «il primo scalino per capire dove si proietterà la stessa vita professionale dei giovani». Proprio così la pensava anche Arsène Wenger, direttore tecnico della FIFA, che ha voluto il Mondiale di categoria a cadenza annuale: non è vetrina, è diagnosi del futuro.

CHI SONO GLI AZZURRINI IN CAMPO - Tra i protagonisti della spedizione in Estonia c'è anche il centrocampista nerazzurro Francesco Gasparello, figlio di Zingonia, uno dei due atalantini presenti nel roster azzurro insieme a Marcello Fugazzola. Ma il ritratto della squadra è collettivo e ricco. In porta si è conquistato la scena Christian Lupo, parato i rigori decisivi nella semifinale contro la Spagna. I centrali difensivi sono Ludovico Varali e Djibril Diallo, compagni di reparto al Parma, costruttori di un muro fatto di letture e fisicità — peccato che Djibril abbia dovuto fare i conti con un problema fisico dopo l'esordio. In mezzo al campo comanda Gianluca Tommaso Okon-Engstler, figlio d'arte e architetto del gioco del Club Brugge, con un tocco da regista maturo e la presenza di chi sa occupare gli spazi nel traffico; accanto a lui Edoardo Biondini di casa all'Empoli, con gli occhi del Chelsea già addosso. Davanti, Thomas Corigliano della Juventus incanta con movenze da piccolo Yıldız; Federico Croci, prodotto della Fiorentina, ricorda il primo Federico Chiesa per intuizioni e gamba. Cifra del cammino: otto gol segnati in quattro partite, con otto marcatori diversi. Squadra vera, non meteora.

UN CICLO CHE PARLA DA SOLO - La finale odierna non è un punto di arrivo isolato, ma il vertice di un percorso costruito mattone su mattone. – come riferisce La Gazzetta dello Sport – nell'ultimo triennio questa Under 17 ha vinto il titolo europeo nel 2024, si è fermata soltanto ai rigori in semifinale nel 2025, e oggi si presenta di nuovo all'assalto dell'oro. Ma il quadro è ancora più ampio: l'Under 20 è stata finalista al Mondiale 2023, l'Under 19 ha vinto l'Europeo nello stesso anno. Un ciclo che non è nato per caso. Due anni fa, in quella Under 17 che spazzò il Portogallo con un 3-0 da show, c'era Francesco Camarda — oggi tra i convocati di Silvio Baldini per la Nazionale maggiore — c'era Coletta, ora al Benfica B, c'erano Liberali e Mosconi. E c'era anche Longoni, oggi tra i pali del Paris Saint-Germain. Quella spedizione non era un campione sparso: era seme.

LA CURVA DI COVERCIANO - Il ct ad interim Baldini ha vissuto la semifinale contro la Spagna con tutta la comitiva azzurra riunita davanti alla televisione a Creta. Una piccola curva tricolore da Coverciano, che aspetta ora la finale per tifare i colleghi più giovani. Baldini, che stasera chiude la sua parentesi sulla panchina maggiore, ha mandato un messaggio diretto ai giovani: «Siamo una grande famiglia perché ogni passaggio è legato all'altro come ogni risultato: forza azzurrini, vi abbiamo seguito fino a oggi da Coverciano». Nel viaggio verso il titolo, ogni generazione passa il testimone alla successiva. Non era scontato che funzionasse così, non fino al 2016. Qualcosa si muove — e stasera, a Tallinn, quel movimento può culminare in un titolo.

Il futuro azzurro parla anche bergamasco, con Gasparello e Fugazzola a rappresentare Zingonia nella capitale estone: due nomi da annotare, in un gruppo che l'Italia intera ha imparato a guardare con occhi diversi.

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Sezione: Italia / Data: Dom 07 giugno 2026 alle 06:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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