Roberto Mancini perde Moise Kean alla vigilia di Italia-Turchia. Nell'intervista concessa a Sky Sport prima dell'ultimo impegno di Nations League di questa sosta, il commissario tecnico ha ufficializzato il forfait dell'attaccante e tracciato le linee di una formazione destinata a cambiare volto rispetto alla trasferta francese.

KEAN TORNA A CASA - La notizia arriva in apertura e non lascia margini: «Purtroppo Moise Kean non sta bene, non ha recuperato. Lo lasciamo andare a casa stasera». Nessuna attesa fino all'ultimo, nessun tentativo di recupero in extremis: il ct sceglie la strada della prudenza, liberando il giocatore e rinunciando a una delle sue soluzioni offensive per la sfida con la Turchia in programma al Dall'Ara di Bologna.

TURN OVER DOPO PARIGI - Sul piano tattico, Mancini non si nasconde dietro certezze che ancora non ci sono: «Non è che abbiamo trovato un assetto». A pesare è soprattutto il calendario compresso: «Tra Parigi e questa ci sono pochissimi giorni, è stato faticoso e cambieremo qualcosa». Parole che annunciano rotazioni ampie e confermano la natura di laboratorio di questa finestra, in cui il ct continua a valutare una rosa molto larga.

SCAMACCA PER PIO ESPOSITO - Tra le ipotesi c'è anche un avvicendamento al centro dell'attacco, con Gianluca Scamacca candidato a prendere il posto di Pio Esposito. Il ct apre senza esitazioni: «Sì, potrebbe, nelle caratteristiche non cambia». Un'apertura che vale come un indizio, temperata però dalla precisazione che le alternative a disposizione sono diverse.

LA TURCHIA - Il successo dell'andata non autorizza rilassamenti. Mancini riconosce ai suoi il merito di aver aggredito subito la partita, ma mette in guardia: «All'andata siamo stati bravi noi prenderla di petto subito, ma non sarà così scontata». E sul rischio di sottovalutare l'avversario taglia corto: «La Turchia è una squadra tosta, i ragazzi lo sanno». Il messaggio è chiaro: il punteggio del primo confronto non deve diventare un'illusione.

IL LAVORO SUL GRUPPO - Il vero obiettivo, nelle parole del ct, va oltre il singolo risultato. La priorità era restituire certezze ai giocatori: «dare ai ragazzi solidità e di credere in loro stessi». Un percorso ancora in corso, che però inizia a produrre effetti anche sull'umore dell'ambiente. E qui Mancini si concede una riflessione che suona come una promessa ai tifosi: «Farli sempre soffrire non è bello».

L'AMICO MONTELLA - In chiusura, il pensiero va a Vincenzo Montella, avversario di domani e amico di lunga data. La risposta è un sorriso: «Lo so, però è mio amico ugualmente anche se vinciamo domani». L'amicizia resta, ma i punti contano.

VERSO IL DALL'ARA - Senza Kean e con diverse facce nuove, l'Italia si prepara a chiudere la sosta. Mancini chiede continuità, non spettacolo a ogni costo.

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Sezione: Italia / Data: Dom 04 ottobre 2026 alle 19:28
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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