C'è chi passa e dimentica, e chi invece lascia un pezzo di cuore promettendo, un giorno, di tornare a riprenderselo. Sam Lammers appartiene alla seconda categoria. Oggi al Twente, l'ex attaccante nerazzurro non ha mai staccato il cordone ombelicale che lo lega all'Italia e, in particolare, a Bergamo. Nella seconda parte della nostra intervista esclusiva, il classe '97 si toglie qualche sassolino dalla scarpa, non verso l'Atalanta (per cui spende parole al miele), ma verso un destino che gli ha impedito di brillare come avrebbe voluto nel nostro campionato.

IL RIMPIANTO DEL COVID E L'AMORE DEI TIFOSI - Doppio ex di Atalanta ed Eintracht Francoforte, Lammers ha vissuto sulla propria pelle il calore di due piazze gemellate, anche se con modalità diverse. «A Bergamo era il periodo del Covid, ho giocato con lo stadio vuoto ed è un grande peccato perché so quanto i tifosi siano legati alla maglia», racconta a Calcioatalanta.it con un pizzico di amarezza. «In Germania ho visto l'invasione del Camp Nou, incredibile. Mi sarebbe piaciuto vivere quell'esperienza completa anche in nerazzurro. Eppure, ancora oggi ricevo messaggi d'affetto dai bergamaschi e quando li incontravo in città erano sempre solidali».

CONTO IN SOSPESO, VOGLIA DI SERIE A - Le esperienze successive con Empoli e Sampdoria non hanno saziato la sua fame di gol. Da qui nasce una promessa che sa di appello al mercato: «Non sono riuscito a segnare quanto avrei voluto e mi dispiace parecchio. Per questo dico ad amici e famiglia che vorrei tornare in Italia: ho la sensazione di avere un conto in sospeso. Amo la Serie A, mi sono divertito e sento di dover tornare per dimostrare il mio vero valore».

L'ATALANTA DI OGGI E LA LEGGENDA DE ROON - Anche da lontano, Lammers segue la Dea con l'occhio dell'ex innamorato. «Nutro ancora ottimi sentimenti, guardo le partite quando posso. La vittoria dell'Europa League è stata straordinaria». L'analisi tecnica è lucida: «La proprietà è molto intelligente, il club continua a crescere. Hanno una base forte: penso a De Ketelaere, a Lookman, a Ederson». Ma la menzione d'onore è per i senatori, fondamentali per il suo ambientamento: «Marten de Roon è ormai una leggenda del club. Lui e Hateboer mi aiutarono tantissimo all'inizio, quando non parlavo la lingua. Avere calciatori come Marten e Djimsiti che restano a lungo è la vera forza dell'Atalanta».

IL FUTURO, PRIMA IL CAMPO POI LA PANCHINA? - A 28 anni, Lammers si sente nel pieno della maturità fisica dopo qualche acciacco. «Ho risolto i problemi alla spalla, sono in forma e voglio segnare tanti gol». E sul futuro da allenatore, lascia una porta socchiusa: «Anni fa dicevo di no, ora non lo so più. Ma prima voglio giocare altri dieci anni, perché amo troppo questo sport».

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Sezione: L'angolo degli ex / Data: Sab 29 novembre 2025 alle 16:32
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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