Capitolo chiuso, a testa alta. Vincenzo Italiano non è più l'allenatore del Bologna FC 1909: il club emiliano ha ufficializzato nella giornata di oggi la risoluzione consensuale anticipata del contratto, con un anno di anticipo rispetto alla naturale scadenza fissata al 30 giugno 2027. Un addio che nasce da una scelta precisa del tecnico, maturata in piena autonomia e comunicata con chiarezza alla società rossoblù nel corso di un incontro svoltosi a Casteldebole.

UNA DECISIONE AUTONOMA - Il punto che vale la pena sottolineare con forza, al di là dell'ufficialità, è la natura di questa separazione. Vincenzo Italiano ha deciso di interrompere la propria avventura a Bologna senza avere in tasca alcuna certezza sul futuro. La panchina del Napoli — che nelle scorse ore aveva alimentato un ballottaggio con Massimiliano Allegri — non è mai entrata nel ragionamento dell'allenatore al momento di prendere questa decisione: il club partenopeo ha già virato con decisione sull'ex tecnico del Milan, e Italiano non figura tra i candidati per il post-Conte. La sua scelta, dunque, è stata guidata unicamente dalla convinzione che il ciclo rossoblù avesse raggiunto la sua naturale conclusione.

IL COMUNICATO UFFICIALE - Il Bologna FC 1909 ha salutato il proprio allenatore con parole di stima e riconoscenza. La nota del club parla di «due stagioni contrassegnate da ottimi risultati», ricordando in particolare la conquista della Coppa Italia del 14 maggio 2025 come pietra miliare di un'avventura che resterà nella storia del club. Un palmares significativo, che Italiano porta con sé mentre il calcio italiano continua a rimescolare le panchine in una delle estati di rivoluzione tecnica più intense degli ultimi anni.

LE PAROLE DEL TECNICO - All'uscita da Casteldebole, Italiano ha salutato i presenti con la semplicità di chi sa di aver dato tutto. «Per sempre forza Bologna» ha detto, prima di ripercorrere brevemente questi due anni: ha raccontato di aver trovato «una famiglia fantastica», di essersi lasciato con la società in termini sereni e amichevoli, e di augurarsi che tanto il club quanto lui stesso possano proseguire sulla scia dei successi condivisi. «Avversari, ma mai nemici» ha aggiunto, con un sorriso che valeva più di qualsiasi discorso. Il suo ricordo preferito? «Il primo giorno che sono arrivato qui» — e tutto quello che è venuto dopo, fino all'ultimo saluto.

Italiano è libero. E il calcio italiano, in questa estate di panchine in movimento, avrà presto una risposta su dove il Comandante andrà a costruire il suo prossimo ciclo.

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Sezione: Le Altre di A / Data: Gio 28 maggio 2026 alle 19:54
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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