Atalanta-Venezia mette di fronte due squadre che, sommate, hanno perso otto delle prime dieci partite di campionato. Per Maurizio Sarri e Giovanni Stroppa la sfida del tardo pomeriggio bergamasco ha dunque un peso specifico enorme: i nerazzurri arrivano da tre sconfitte consecutive, i veneti non hanno ancora raccolto un punto in cinque giornate.

ATALANTA, OBBLIGO DI VITTORIA - In casa atalantina gli indizi di calcio sarriano non bastano più: servono i tre punti. Il calendario, del resto, propone al tecnico tre impegni in sei giorni tra Serie A e Conference, due dei quali consecutivi davanti al proprio pubblico, un'opportunità da cogliere al volo. Lo stadio non registrerà il tutto esaurito, complici il giorno feriale e l'orario, ma dovrà diventare la base per una vera ripartenza. Lo stesso allenatore, la scorsa settimana, era stato chiarissimo: «Non ci sono più alibi». Sarri sa bene, però, che l'apprendimento dei suoi concetti deve convivere con un po' di serenità e con il gusto di giocare. Dal canto loro, Ederson e compagni sono chiamati a dimostrare concentrazione e piena adesione al progetto.

IL NODO DEL GOL - Il vero problema sta negli ultimi metri. Cinque reti all'attivo sono un bottino troppo magro: soltanto in un'occasione la Dea è andata oltre il singolo gol, nel 2-1 al Sassuolo, e nell'ultima uscita contro la Juventus è rimasta a secco.

DE KETELAERE TREQUARTISTA - Il tema tattico della settimana è l'avvicinamento di Charles De Ketelaere alla porta e al centravanti, ruolo per il quale Gianluca Scamacca parte favorito su Nikola Krstović. Il belga, finora opaco in nerazzurro ma convincente con la sua nazionale, dovrebbe agire da trequartista centrale nel 4-2-3-1, con uno tra Eljif Elmas e Nicola Zalewski sulla destra e Giacomo Raspadori, appena rientrato dall'infortunio, come alternativa. È il sistema già sperimentato nei finali contro Cagliari e Juventus, che stavolta potrebbe essere la scelta di partenza – riferisce La Gazzetta dello Sport – per dare più peso all'attacco.

LE ALTERNATIVE - Sul tavolo c'è anche il 4-3-2-1, che salverebbe il centrocampo a tre e porterebbe De Ketelaere e Jonathan Rowe a ridosso della punta. Un assetto mai proposto finora, però, e in una fase in cui contano solo i risultati le prove possono aspettare. In caso contrario, si tornerebbe al consueto 4-3-3.

VENEZIA, LA PANCHINA DI STROPPA - Ancora più complicato il quadro in laguna. Cinque sconfitte in altrettante gare hanno messo in discussione da tempo la posizione dell'allenatore, ma prima della lunga sosta la maggioranza degli azionisti ha scelto di andare avanti con lui: un ripensamento dopo un altro ko, con il Napoli in arrivo sabato pomeriggio al Penzo, sarebbe sorprendente. Nel calcio, tuttavia, nulla è scontato, e i nomi di Paolo Zanetti e Davide Nicola restano in agenda. Stroppa, intanto, può contare oltre che sul sostegno del club anche su quello dello spogliatoio.

I NUMERI DEL VENEZIA - Le prestazioni, del resto, raramente sono state da bocciare. Secondo i dati della Lega Serie A, il Venezia ha calciato verso la porta 67 volte in cinque partite, più dell'Atalanta, ferma a 59. La qualità non manca: il problema sono gli errori, in entrambe le aree. Lo dicono i 4 gol realizzati, meno di uno a partita, e i 13 incassati, quasi tre di media. In compenso il tecnico ha ritrovato quattro dei dieci infortunati e si aggrappa a quanto di buono visto in campo.

IL PRECEDENTE DI MONZA - Meglio, per lui, non ripensare al 2022, quando venne sollevato dall'incarico dal Monza appena riportato in Serie A, alla sesta giornata. Anche allora erano arrivate cinque sconfitte consecutive, ma la decisione maturò dopo il pareggio di Lecce, il primo punto stagionale.

Per entrambe, più che una partita, è un bivio.

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Sezione: Primo Piano / Data: Lun 12 ottobre 2026 alle 07:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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