La leggerezza mentale con cui l'Atalanta affronterà l'attesissima sfida di Champions League contro il Bayern Monaco potrebbe rivelarsi la chiave di volta per Raffaele Palladino. I bergamaschi si sono ampiamente meritati questo palcoscenico, frutto di anni di certosino lavoro societario per donare al popolo nerazzurro notti di questa portata. Una leggerezza che non deve però trasformarsi in superficialità, ma che servirà a costruire le fondamenta per una clamorosa impresa europea.

SULLA TREQUARTI - Bergamo è spesso diventata una cassaforte di emozioni quando la Dea ha affrontato le grandi sfide europee tra le mura amiche. Palladino dovrà miscelare perfettamente emotività e tattica: limitarsi a contenere il Bayern Monaco sarebbe controproducente, perché la qualità e l'abitudine ai grandi palcoscenici dei tedeschi porterebbero inevitabilmente l'Atalanta a soccombere. Bisognerà far male evidenziando i rarissimi punti deboli della corazzata bavarese. Molto si deciderà tra le linee, dove Zalewski e Samardzic agiranno alle spalle di Scamacca. Zalewski potrebbe accentrarsi partendo dal centro-sinistra per mandare in tilt gli automatismi avversari, rompendo lo scivolamento tra terzino e marcatore. Samardzic, sul lato opposto, dovrà velocizzare le giocate appoggiandosi al suo educatissimo sinistro. Questo lavoro esalterà l'importanza degli esterni, Zappacosta e Bernasconi, le cui sovrapposizioni saranno determinanti per rifornire Scamacca con cross precisi o scambi rapidi palla a terra in area.

PRESSIONE IN MEZZO - A centrocampo sarà nevralgico il filtro di de Roon e Pasalic, chiamati a togliere aria e linee di passaggio a Kimmich e Pavlovic. I due mediani sono i metronomi del Bayern Monaco e dal loro raggio d'azione passa la quasi totalità della manovra: aggredirli costantemente per inaridire le fonti di gioco interne sarà un lavoro logorante, ma strettamente necessario. Un raddoppio sistematico andrà portato anche sulla temibile batteria di trequartisti, che vanta profili come Gnabry, Luis Diaz e Olise. Tanto sacrificio e corsa, esattamente gli ingredienti che esaltano i bergamaschi.

HIEN E KANE - Infine, il focus si sposta sul duello con il centravanti per antonomasia - scrive La Gazzetta dello Sport -: Harry Kane. Su di lui è prevista la marcatura asfissiante di Hien. Il difensore svedese, quando è chiamato a fronteggiare attaccanti di questo calibro, entra in una vera e propria trance agonistica. Contro il bomber inglese non basterà la sola fisicità, perché Kane sa pulire il pallone con estrema raffinatezza. Servirà grande oculatezza per non cadere nella trappola di anticipi troppo esasperati e una spiccata scaltrezza sulle palle inattive. I numeri del centravanti spaventano: quarantacinque reti in stagione, di cui otto in Champions League con ben tre doppiette, capaci di lasciare a secco avversari come Psg, Arsenal e Sporting. È possibile arginare una tale potenza di fuoco? Assolutamente sì. Lavorando da squadra, ragionando al plurale e mettendo in campo lo spirito di quella Dea capace di incantare l'Europa.

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Sezione: Primo Piano / Data: Lun 09 marzo 2026 alle 07:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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