Kamaldeen Sulemana si è finalmente svelato in tutta la sua completezza agonistica e tattica. Non soltanto un funambolo da fiammata pura, bensì un giocatore coinvolto, partecipe e a tratti vero e proprio protagonista del gioco di squadra. Contro l'Udinese si è ammirato un Kamaldeen che pochi si sarebbero aspettati: estremamente generoso nei ripiegamenti difensivi, attento in fase di non possesso ed efficace persino come recupera palloni con l'Atalanta sbilanciata nel finale alla disperata caccia del gol. Con questo piglio e questa determinazione, è esattamente l'elemento che serve alla causa orobica.

L'EREDITÀ PESANTE E LE ASSENZE - Bisogna ricordarsi che, oltre agli illustri assenti Raspadori e De Ketelaere fermi in infermeria, da febbraio l'Atalanta ha perso un campione del calibro di Lookman. Il vuoto è stato colmato numericamente proprio da Raspadori, un giocatore che però possiede caratteristiche tecniche non sovrapponibili a quelle del nigeriano. Chi invece, con la dovuta riverenza, potrebbe e avrebbe dovuto raccogliere l'eredità dell'eroe di Dublino nei piani estivi è proprio Kamaldeen Sulemana. Finora, pur mostrando lampi di purissimo talento, non è riuscito a garantire quella continuità di rendimento sufficiente per mettere seriamente in discussione le gerarchie stabilite da Palladino.

IL NODO DEL GOL - Rispetto a Lookman - approfondisce e dà spazio all'esterno nerazzurro L'Eco di Bergamo -, quello che sta evidentemente mancando all'ex Southampton voluto da Juric — al netto di una fisiologica discontinuità di impiego — è l'incisività sotto porta. Il bottino racconta di appena due reti in campionato, entrambe siglate a settembre contro Torino e Juventus, a cui va sommato il sigillo messo a segno sempre contro la Juventus nel rotondo tre a zero valido per i quarti di Coppa Italia. Una statistica in linea con lo storico del ghanese, che ha sempre segnato col contagocce anche prima di sbarcare a Zingonia, ma accontentarsi in questa fase cruciale della carriera sarebbe un vero peccato.

LA MISSIONE DI PALLADINO - Se il talentuoso esterno iniziasse a trovare con maggiore regolarità la via della rete, quel paragone che oggi sembra improponibile potrebbe farsi via via meno improbabile. L'auspicio di tutto l'ambiente è che Palladino possa rappresentare per Kamaldeen Sulemana l'esatto corrispondente di ciò che Gasperini è stato per Lookman: una guida in grado di accompagnarlo nell'ultimo, fondamentale step per consacrarsi come un grande giocatore a tutti gli effetti.

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Sezione: Primo Piano / Data: Dom 08 marzo 2026 alle 09:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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