La sfida tra l'Atalanta e l'Udinese si è rivelata un autentico spettacolo per gli occhi degli appassionati. Fra i molti dubbi che questo pirotecnico 2-2 lascia in eredità alle due formazioni e ai loro allenatori, c’è una certezza assoluta: zero noia, tantissimo coraggio, varianti tattiche che hanno indirizzato la partita e gol di enorme qualità. E anche errori, ovviamente, di quelli che rendono affascinanti le gare imperfette. I dubbi restano: quanto l’Atalanta «pagherà» questo pareggio in rimonta — il secondo nel giro di soli quattro giorni dopo quello contro la Lazio in Coppa Italia — nella feroce corsa europea, viste le vittorie di Como e Juve e in attesa del risultato della Roma? E quanto l'aver sperperato il doppio vantaggio comprometterà le reali chance dell’Udinese di ambire a traguardi superiori all’attuale decimo posto?

AMNESIE - Quanto la furente reazione della Dea sullo 0-2 è stata «accompagnata» dal riemergere delle antiche discontinuità della rivale? La squadra di Runjaic è incappata in improvvise amnesie difensive, in particolare dei suoi centrali, quando fino a quel momento la fisicità e la solidità erano stati gli antidoti perfetti per strangolare in spazi angusti i padroni di casa. E quanto la rinuncia a Zaniolo e allo stravolto Davis, con il passaggio a un più prudente 5-4-1, ha dato coraggio all'all-in scelto da Palladino, con Scamacca e Krstovic schierati insieme per tornare a galla? Di sicuro l’Udinese, con Ekkelenkamp e Atta a supporto del subentrato Buksa, si è ritrovata troppo schiacciata, subendo in modo passivo l’assedio orobico.

GLI UOMINI GUIDA - A proposito di certezze: la gara ha confermato quanto Scamacca sappia essere imprescindibile per l’Atalanta. Almeno quanto Zaniolo e Davis lo sono per l’Udinese. E non lo racconta soltanto la genesi delle quattro marcature. Dopo aver sfiorato la rete con un arcobaleno all’incrocio, Zaniolo ha ispirato l’1-0 di testa di Kristensen, agevolato da una marcatura morbida di Kossounou; poi, dopo uno svarione di Bellanova, ha costretto Kolasinac a un recupero disperato, innescando l'azione chiusa dal magnifico sinistro di Davis. Dal canto suo, Scamacca in pochissimi minuti ha scongiurato l’imminente sconfitta, confermando che quando è concentrato e aggressivo è letteralmente immarcabile. Ha però bisogno di guardare la porta, come dimostrato nel primo tempo sul filtrante di Samardzic e a inizio ripresa, quando aveva centrato un palo pieno prima del raddoppio avversario.

LA MOSSA - Sul 2-0 — terza gara consecutiva con due gol subiti dall’Atalanta — l'impressione era che l’Udinese fosse in totale controllo. Si meditava sulle risposte deludenti ricevute da Palladino in ottica turnover: l’incombente Bayern se l'era concesso venerdì vincendo per 4-1, mentre dei cinque nerazzurri cambiati rispetto a mercoledì, solo Sulemana aveva risposto discretamente, tormentando il giovane Mlacic. Di fronte alle incertezze di Bellanova, Kossounou e Musah, il tecnico non ha esitato: fuori un difensore, dentro una punta (Krstovic), per un 4-2-3-1 molto simile a un 4-4-2, con Sulemana e Zalewski pronti ad alimentare l’ampiezza della manovra.

TEMPESTA PERFETTA - Invece di calare fisicamente, come si poteva temere - scrive La Gazzetta dello Sport -, l’Atalanta ha scatenato una vera e propria tempesta perfetta. Il senso del gol di Scamacca, che ha sfruttato il quarto assist stagionale di Zalewski e poi una respinta di Okoye su tiro di Krstovic (approfittando della scarsa reattività di Ehizibue), ha fatto il resto e ha sfiorato persino il 3-2. A quel punto, nel tentativo di vincerla, i padroni di casa hanno anche rischiato di perderla, salvati da un'uscita di Carnesecchi su Buksa e da una chance sprecata da Ekkelenkamp. Aver evitato il crollo dimostra che la squadra è viva, ma è altrettanto urgente recuperare gli infortunati: Scalvini, Raspadori e soprattutto Ederson e De Ketelaere.

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Sezione: Primo Piano / Data: Dom 08 marzo 2026 alle 07:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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