C'era una data scritta nel destino di questo cambiamento. Il 22 maggio 2024, a Dublino, l'Atalanta alzava la UEFA Europa League battendo 3-0 il Bayer Leverkusen: una delle notti più belle della storia nerazzurra. Due anni dopo, nello stesso giorno, il club bergamasco ha scelto di voltare pagina anche nell'identità visiva, svelando ufficialmente il nuovo stemma societario. Una coincidenza costruita con cura, un messaggio chiaro: questa Atalanta guarda avanti senza dimenticare da dove viene.
LA FILOSOFIA DELLA SOTTRAZIONE - Il nuovo logo parla il linguaggio del minimalismo contemporaneo. Sparisce lo scudetto ovale che ha accompagnato il club per trentatré anni, dal 1993 a oggi, e torna la forma circolare degli anni compresi tra il 1981 e il 1993: un tondino che i tifosi più longevi riconosceranno immediatamente. Lo sfondo è interamente blu, racchiuso da una circonferenza nera. La logica progettuale che ha guidato il rebranding — affidato a Pernice Comunicazione, exclusive communication studio dell'Atalanta — è quella della sottrazione: togliere il superfluo per lasciare tutto lo spazio alla Dea, che torna a essere il fulcro visivo assoluto dello stemma, senza altri elementi a distrarla. Il titolo scelto dal club per accompagnare il lancio dice tutto: La Dea al centro.
I DETTAGLI CHE FANNO LA DIFFERENZA - Nel disegno, ogni elemento ha un significato. Le ciocche di capelli del profilo della Dea passano da sei a cinque: un numero scelto non a caso, ma per richiamare esplicitamente i fondatori che nel 1907 diedero vita al club bergamasco. Le scritte «Atalanta» e «1907», presenti nel contorno del vecchio stemma, lasciano spazio alla pura figura mitologica. Lo sfondo monocromatico blu elimina la diagonale che divideva in due sezioni il precedente logo, rendendo il nuovo stemma immediatamente più leggibile e adatto a qualsiasi supporto digitale, dalle maglie al merchandising, dai social alle applicazioni internazionali. Il nuovo simbolo farà il suo debutto ufficiale sulle divise della stagione 2026-2027.
LA VOCE DELLA PROPRIETÀ - A presentare il rebranding è stata la voce della famiglia che guida il club. Il presidente Antonio Percassi ha inquadrato il significato storico della scelta: «La nostra è una lunga storia di fatiche, gioie, maglie sudate sempre, tifosi appassionati. Una storia di identità bergamasca, marcata nei loghi che hanno segnato le varie epoche: abbiamo scelto di distinguerci ancora di più, di farci riconoscere a colpo d'occhio. Il nuovo logo dell'Atalanta è storia, identità, valori, futuro». Il co-chairman Stephen Pagliuca ha sottolineato invece il legame emotivo che unisce il simbolo alla sua gente: «Ho imparato che l'Atalanta rappresenta il legame tra la squadra e la sua gente: il simbolo della Dea si percepisce ovunque, non esiste niente di paragonabile all'atmosfera che si vive all'Atalanta. Siamo qui per celebrare il nostro nuovo simbolo, che rappresenta spirito di appartenenza e legame con i tifosi». L'amministratore delegato Luca Percassi ha chiuso il cerchio con una frase che già circola sui social nerazzurri: «Sappiamo bene quanto sia importante per tutti i tifosi riconoscere i nostri valori nei nostri colori, sentirsi parte integrante dell'identità dell'Atalanta. C'è un po' di Atalanta nel profilo di ognuno di noi».
UN REBRANDING SOFT IN UN CALCIO CHE CAMBIA PELLE - Il fenomeno del restyling identitario sta attraversando il calcio italiano come un'onda silenziosa ma persistente - scrive L'Eco di Bergamo - . Negli anni recenti, la Juventus ha compiuto la scelta più radicale, abbandonando del tutto lo scudetto per adottare la «J» stilizzata, operazione divisiva che ha generato dibattito ma anche notevole riconoscibilità internazionale. L'Atalanta ha imboccato una strada diversa e più rassicurante: il passato resta presente, il futuro si intravede senza rotture traumatiche. Una scelta che – come ricostruisce L'Eco di Bergamo – sembra aver riscosso il favore dei tifosi bergamaschi, che nelle settimane precedenti avevano già potuto apprezzare la storia dei loghi nerazzurri attraverso una mostra diffusa nei luoghi simbolo della città.
LA DEA, DA SEMPRE AL CENTRO - È negli anni Sessanta che la sagoma di Atalanta — la fanciulla della mitologia greca, veloce come il vento — compare per la prima volta nel logo societario del club di Bergamo. Da allora non ha più abbandonato quello spazio, adattandosi silenziosamente ai cambi di epoca e di forma geometrica, resistendo alle mode e ai ribaltamenti estetici. All'Atalanta Store di Bergamo Centro sono già partite le iniziative per celebrare il lancio del nuovo stemma, con aperture straordinarie e una promozione dedicata nei giorni del fine settimana. La Dea cambia pelle. Ma resta sempre lei.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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