Milan-Atalanta mette di fronte per la prima volta Rúben Amorim e Maurizio Sarri, due allenatori separati dalla carta d'identità ma vicinissimi nella visione del gioco. Entrambi detestano subire la partita e vogliono comandarla, eppure in questo avvio di stagione hanno dimostrato di saper rinunciare a qualche certezza pur di valorizzare i giocatori a disposizione.

LO SCONTRO GENERAZIONALE - Quando Sarri conquistava trofei con Chelsea e Juventus, Amorim muoveva i primi passi in panchina tra Casa Pia e Braga, osservando con attenzione chi, tra Premier e Serie A, stava imponendo un'idea. Giochisti entrambi, ciascuno con la propria declinazione. Il tecnico rossonero lo aveva chiarito fin dal giorno della presentazione: «L'obiettivo numero uno è dominare, essere una squadra di dominio». Un manifesto che però non è diventato una gabbia.

AMORIM E LA SVOLTA A QUATTRO - Il portoghese ha abbandonato la difesa a tre per passare a una linea a quattro, sebbene con Moreira terzino sinistro la struttura somigli spesso a un 3+1. Il cambio è maturato dopo la sconfitta casalinga in Europa League contro il Benfica: prima della sosta, con il Lecce, è comparso il 4-4-2, poi trasformatosi in 4-3-3, con un bilancio di due vittorie e un pareggio. Troppo presto per parlare di soluzione definitiva, ma la squadra ha assorbito la novità senza traumi – come analizza La Gazzetta dello Sport – e anche in possesso il Milan appare meno prevedibile, come dimostrato a Salisburgo, dove i rossoneri si sono mossi senza concedere riferimenti.

GLI UOMINI CHIAVE DEL MILAN - Per sostenere questo calcio servono dinamismo e intelligenza: le mezzali devono attaccare gli spazi senza palla e gli esterni non possono restare incollati alla linea laterale. Tra le soluzioni di Amorim c'è Samuel Chukwueze coperto da Mario Gila adattato terzino destro. Il fulcro resta Luka Modrić davanti alla difesa, affiancato da Yunus Musah, capace di garantire equilibrio in entrambe le fasi, mentre Adrien Rabiot è libero di accompagnare l'azione con le sue letture e i suoi inserimenti. Il dominio, insomma, passa anche da qualche lancio lungo in più e da qualche geometria in meno rispetto alle esperienze di Lisbona e Manchester.

SARRI E IL 4-2-3-1 - Anche il tecnico nerazzurro ha mostrato flessibilità. Il 4-3-3 di inizio stagione ha lasciato spazio a un 4-2-3-1 molto mobile, mentre il lavoro più profondo ha riguardato la difesa a zona, in un gruppo abituato da anni a difendere a tre. Il primo beneficiario del nuovo assetto è Charles De Ketelaere, spostato in posizione centrale, più vicino all'area e al centravanti. A destra si sono alternati Giacomo Raspadori, per venti minuti prima dell'infortunio, ed Eljif Elmas, la cui duttilità consente di tornare rapidamente al centrocampo a tre.

LA PARTITA SENZA REGISTA - L'idea di fare la partita resta intatta, ma senza un vero playmaker. Gianluca Gaetano è stato chiamato più a interrompere la manovra avversaria che a costruire, segno che il 4-3-3 potrebbe non essere ancora pronto per Bergamo. Oggi, in piena emergenza, la scelta tra il 4-2-3-1 e il 4-3-3, i due sistemi tra cui oscilla il tecnico, dirà molto della strada che Sarri intende percorrere.

IL VERDETTO DI SAN SIRO - Due maestri del gioco che hanno imparato ad adattarsi. Stasera il campo dirà chi ha trovato prima la versione giusta.

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Sezione: Rassegna Stampa / Data: Dom 18 ottobre 2026 alle 09:45
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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