Nel teatro c'è una figura che il pubblico quasi mai vede: il sostituto. Impara la parte a memoria, prova ogni sera, e sa che probabilmente non andrà mai in scena. Poi una sera il primo attore si ammala, il sipario si alza lo stesso, e tocca a lui. Stasera, a San Siro, l'Atalanta vivrà una serata di questo genere.

Le assenze sono note: Elmas squalificato, Kessie e Raspadori fermati da problemi muscolari in settimana, Scalvini, Kossounou, Hien e Pompei ancora ai box, Sulemana in dubbio. È una mezza squadra che manca, e nel teatro più grande del campionato contro un Milan imbattuto. Eppure la prova generale si è già tenuta giovedì, ed è andata bene. Contro il Pafos Sarri aveva cambiato sette giocatori su undici, e quella squadra di riserve ha chiuso la partita nel primo tempo.

Giovedì sono andati in scena interpreti che di solito aspettano il loro turno. La coppia inedita di mediana formata da Pašalić e Gaetano ha retto il ritmo, Zalewski si è procurato un rigore, Bernasconi ha giocato una partita di sostanza sulla sinistra, il giovane Idele ha debuttato in Europa negli ultimi dieci minuti. Sarri aveva detto di voler tenere in ballo più giocatori possibili, e la serata gli ha dato ragione.

San Siro, però, non è il Pafos, e la differenza tra una prova generale e una prima è tutta nel pubblico. Servirà ai sostituti la stessa naturalezza di giovedì, in uno stadio dove la Dea negli ultimi anni ha imparato a non tremare. E servirà alla squadra quella continuità che le è mancata nelle riprese, dopo i trenta minuti di squadra vera contro il Venezia e i primi tempi da protagonista.

Le compagnie migliori non si giudicano dalle stelle in locandina, ma da come recitano quando le stelle mancano. Stasera l'Atalanta scopre quanto è profonda la sua compagnia.

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Sezione: Copertina / Data: Dom 18 ottobre 2026 alle 07:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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