Lunedì il Venezia, giovedì il Pafos, domenica il Milan. Tre partite in sei giorni, due vittorie per 3-1, una trasferta a San Siro da preparare in poco più di quarantotto ore. È il calendario di ottobre dell'Atalanta, e da lunedì a oggi ha presentato il conto: Scalvini fermo dopo il rientro dalla Nazionale, Raspadori ricaduto nello stesso punto dell'infortunio rimediato in azzurro, Kessie con una distrazione al polpaccio.

Sarri lo ha detto senza diplomazia. Il calendario è folle, tre partite in sei giorni sono roba dura, e chi rientra dalle nazionali porta con sé un rischio in più. Alla vigilia del Pafos aveva aggiunto di non amare questo calcio, di pensarla come le curve. Non è il lamento di chi cerca alibi: la sua Atalanta le due partite le ha vinte entrambe. È la fotografia di un sistema in cui si gioca sempre di più e ci si allena sempre di meno.

Il paradosso è evidente in campo. Nelle due vittorie della settimana la Dea ha segnato tutti i suoi gol nel primo tempo e nessuno nella ripresa: sono stati i trenta minuti di squadra vera contro il Venezia, poi un calo che il tecnico ha legato anche alla condizione. Una squadra che spinge al massimo all'inizio e poi deve gestire è una squadra che sta dosando energie che non bastano mai.

Il conto più salato lo pagano i giocatori più preziosi. Scalvini, che Sarri voleva leader della difesa, è di nuovo ai box. Raspadori aveva appena ritrovato il campo e il gol. Kessie salterà proprio la partita contro la sua ex squadra. Sono storie diverse con un denominatore comune: corpi che non hanno il tempo di recuperare.

Domani a San Siro l'Atalanta ci arriverà con sette assenti e un dubbio. Vincere servirebbe alla classifica, ma la vera partita di ottobre si gioca altrove, nella capacità di arrivare a novembre con abbastanza uomini in piedi. Il calendario non si cambia; si sopravvive, e chi sopravvive meglio spesso vince.

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Sezione: Zingonia / Data: Sab 17 ottobre 2026 alle 16:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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