La notte di gala tra Atalanta e Roma si è risolta in un pareggio sul tabellone, ma ha emesso un verdetto insindacabile per quanto riguarda l'infuocato duello tra i due centravanti più in forma del nuovo anno solare. Da una parte la dirompente fisicità di Nikola Krstovic, dall'altra la mobilità velenosa di Donyell Malen: a trionfare è stato senza mezzi termini l'ariete montenegrino, capace di trasformare in oro puro l'unica vera palla giocabile del suo match e di lanciare un segnale inequivocabile a tutto il campionato.

UN INNO AL CINISMO - Preferito nel ballottaggio iniziale a Gianluca Scamacca, l'ex attaccante del Lecce ha ripagato immediatamente la fiducia prendendosi la scena con una giocata da antologia assoluta. La rete che ha acceso la contesa è un concentrato di pura cattiveria agonistica e sublime abilità balistica: attacco famelico alla profondità, controllo orientato per resistere alle spallate del difensore e un diagonale letale di controbalzo scagliato da fuori area. Un solo vero tiro in porta, un gol pesante come un macigno. È la sublimazione dell'efficacia per un giocatore che vive per respirare l'aria dell'area di rigore, raggiungendo la fatidica doppia cifra in Serie A, traguardo a cui si somma anche un fondamentale sigillo nella massima competizione europea.

L'ILLUSIONE OLANDESE E LA SARACINESCA - Sull'altro fronte, l'attaccante sbarcato nella Capitale durante l'ultimo mercato di riparazione si presentava con credenziali spaventose: undici reti in quattordici apparizioni totali, un bottino che ha rianimato il reparto offensivo romanista dopo i mesi di pericoloso anonimato vissuti in Inghilterra con la maglia dell'Aston Villa. – come analizza L'Eco di Bergamo – questi numeri eccezionali palesano anche la profonda differenza tattica e di rendimento tra l'esperienza in Premier League e quella italiana. Tuttavia, la costante vivacità del brevilineo orange, autore di ben tre conclusioni pericolose, si è schiantata senza appello contro i riflessi felini di Marco Carnesecchi. Il portiere nerazzurro si è superato, murando in uscita bassa un tentativo ravvicinato dell'olandese intorno alla metà della prima frazione e disinnescando di fatto la minaccia principale.

LA RINASCITA INVERNALE - La parabola del numero nove orobico è la storia di una metamorfosi straordinaria, costruita con sudore e determinazione. Dopo un avvio stagionale contratto e a passo lento, complice l'inserimento nei nuovi schemi, il vero punto di svolta è maturato in pieno inverno. Dal 7 gennaio in poi, giorno in cui si è scrollato di dosso la ruggine con una strepitosa doppietta al Bologna, l'attaccante non si è più fermato. Nove gol in poco più di tre mesi, l'indimenticabile e pesantissimo rigore conquistato nella bolgia di Dortmund e una leadership offensiva sempre più marcata. Esaltato dalle idee tattiche di Raffaele Palladino, il montenegrino è diventato il trascinatore assoluto della squadra, letale sia da subentrato che da titolare inamovibile.

Ora il traguardo stagionale è all'orizzonte e l'Atalanta sa di poter contare su una bocca da fuoco implacabile. Nelle notti roventi che attendono il pubblico della New Balance Arena, l'istinto killer del gigante di Podgorica sarà l'arma in più per spingere la squadra verso il paradiso europeo.

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Sezione: Serie A / Data: Dom 19 aprile 2026 alle 10:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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