La Lazio esce da Udine con il bottino pieno e resta in vetta alla Serie A: 2-1 all'Udinese, terzo successo in altrettante uscite, nove punti su nove. Una vittoria costruita in rimonta e firmata dalla panchina, perché a spostare l'inerzia sono stati gli uomini che Gennaro Gattuso ha pescato a partita in corso.

IL COLPO DI TESTA DECISIVO - Il gol che vale i tre punti arriva a due giri d'orologio dal novantesimo. Cross calibrato di Doekhi dalla fascia, stacco pulito di Albert Gudmundsson e palla alle spalle di Okoye, che sull'incornata dell'islandese non ha alcuna responsabilità. Il fantasista era entrato da pochi minuti: al tecnico biancoceleste è bastato quel cambio per chiudere il conto.

FRATTESI RIMETTE TUTTO IN PARI - Prima però era servito il pareggio, arrivato a dieci minuti dalla fine. Mattia Zaccagni si è liberato sul versante mancino e ha messo dentro un pallone morbido, sul quale Davide Frattesi è arrivato con il tempismo che lo contraddistingue: 1-1 e partita riaperta. Non a caso Zaccagni è stato il principale rifornitore della manovra offensiva ospite.

KARLSTRÖM AVEVA ILLUSO L'UDINESE - Il primo squillo della ripresa era stato però bianconero. Verticalizzazione precisa di Vojvoda per Davis, che con un tocco solo ha spalancato la porta a Karlström: assist di rara pulizia, conclusione che ha superato Mandas. Un vantaggio meritato, per quanto prodotto fino a quel momento.

UN PRIMO TEMPO SENZA RETI - La frazione iniziale aveva regalato occasioni ma nessun gol. Subito Nuno Tavares aveva sfondato a sinistra con un traversone raso terra che Solet aveva rischiato di deviare nella propria porta, liberando l'area in modo rocambolesco. Dall'altra parte Davis si era accentrato sul mancino trovando la respinta di Mandas, bravo anche a chiudere sul tap-in di Kamara, tra i più in evidenza. Al 25' un retropassaggio azzardato di Vojvoda verso Okoye aveva innescato Zaccagni, il cui cross era stato spazzato in spaccata da Miller con Pinamonti pronto all'appuntamento.

LE TEGOLE DI RUNJAIĆ - Il piano dei friulani si è incrinato per motivi indipendenti dalla tattica. Al quarto d'ora Runjaić ha dovuto rinunciare a Piotrowski, rimpiazzato proprio da Miller; al 38' si è arreso anche Solet, fino a quel momento il migliore dei suoi, con Kabasele chiamato agli straordinari. Due sostituzioni obbligate che hanno pesato sul finale.

BENZINA FINITA - Perché è proprio sul piano fisico che il posticipo della terza giornata di Serie A si è deciso. Dopo i cambi di Gattuso l'Udinese è calata in maniera evidente, lasciando campo e metri agli avversari: la Lazio ha alzato il baricentro e ha punito una squadra rimasta senza gambe troppo presto.

Qualità dalla panchina e tenuta atletica: la capolista si tiene la vetta con la formula più semplice e più difficile insieme.

© Riproduzione Riservata

© foto di www.imagephotoagency.it
Sezione: Serie A / Data: Lun 07 settembre 2026 alle 22:45
Autore: Daniele Luongo
vedi letture