L'Atalanta ha piantato un'altra bandierina sulla carta geografica: con l'esordio stagionale di Eljif Elmas, passaporto della Macedonia del Nord, le nazioni straniere passate dalla prima squadra nerazzurra sono diventate cinquanta. Sommando l'Italia, il conteggio complessivo arriva a 51 Paesi rappresentati.

ELMAS, LA NAZIONE NUMERO 50 - Le cifre tonde hanno sempre un fascino particolare, e questa è arrivata quasi in punta di piedi, nelle prime giornate di campionato. Elmas ha portato in dote alla causa nerazzurra la prima bandiera macedone della storia atalantina, aprendo un capitolo che prima di lui non esisteva.

LO SPOGLIATOIO DI OGGI - Gli equilibri interni sono cambiati parecchio. Undici gli italiani, quattordici gli stranieri, e un'assenza che pesa sulla contabilità geografica: l'addio di Marten de Roon ha cancellato l'Olanda dalla lista dei Paesi presenti in rosa. Una sola nazione arriva a quota due, la Costa d'Avorio, con il tandem formato da Franck Kessié e Odilon Kossounou. Per il resto, ogni bandiera ha un solo rappresentante: Éderson per il Brasile, Isak Hien per la Svezia, Charles De Ketelaere per il Belgio, Jonathan Rowe per l'Inghilterra, Thomas Kristensen per la Danimarca, Sulemana per il Ghana, Mario Pašalić per la Croazia, Sead Kolašinac per la Bosnia, Nikola Krstović per il Montenegro, Lazar Samardžić per la Serbia, Elmas per la Macedonia del Nord e Obrić per la Slovenia, unico a non aver ancora esordito.

LA DANIMARCA SUL PODIO, ARGENTINA IRRAGGIUNGIBILE - Dei sei acquisti messi a segno in questa sessione — gli italiani Gianluca Gaetano e Pompei, più Elmas, Kessié, Rowe e Kristensen — soltanto uno ha aperto una casella inedita. Inghilterra e Danimarca hanno semplicemente ingrossato il proprio contingente, mentre la Costa d'Avorio non ha guadagnato nulla, visto che Kessié il nerazzurro lo aveva già indossato. È la Danimarca a incassare il vero salto di classifica: con dodici rappresentanti si prende il terzo posto in solitaria – come ricostruisce L'Eco di Bergamo – lasciandosi alle spalle la Svezia ferma a undici. Una tradizione che affonda le radici in Soerensen e Nielsen e che si era riaccesa con Rasmus Højlund e Joakim Mæhle. Davanti restano il Brasile a sedici e soprattutto l'Argentina, capolista a quota ventisei: in questi elenchi rientrano anche gli oriundi come Rafael Tolói e Osvaldo, arrivati da stranieri e poi convocati dall'Italia.

180 STRANIERI E SEI CONTINENTI - Il totale complessivo dice 180 calciatori non italiani schierati in prima squadra da quando l'Atalanta esiste. Agli antipodi della classifica delle presenze ci sono de Roon, che di partite ne ha giocate 445, e il peruviano Forsyth, la cui avventura si è esaurita in un unico gettone in Coppa Italia. Non manca nessun continente: l'Europa e il Sudamerica fanno la parte del leone, l'Africa ha un peso storico, l'Asia è entrata con l'iracheno Adnan, il Nord e il Centro America vantano Yunus Musah e il messicano Miguel Layún, l'Oceania è rappresentata dall'australiano Troisi. E poi ci sono le caselle più rare, quelle che raccontano quanto la rete di osservatori si sia allargata negli anni: Togo, Repubblica Dominicana, Ecuador, Sierra Leone.

IL CRITERIO - Il conteggio non è arbitrario: entra in elenco soltanto chi ha disputato almeno una gara ufficiale con la prima squadra. E per i casi di doppia appartenenza, come Samardžić e Kolašinac, entrambi nati in Germania, il riferimento è la nazionale che hanno scelto di rappresentare.

Cinquanta bandiere straniere in centodiciotto anni di storia: la geografia nerazzurra continua a scrivere, una casella alla volta.

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Sezione: I numeri / Data: Lun 07 settembre 2026 alle 08:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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