C'è una partita che più di tutte fotografa la rivoluzione in corso nel calcio italiano, e si è giocata alla New Balance Arena: Atalanta-Bologna è stata la gara con il maggior tempo effettivo mai registrato in Serie A, 68 minuti e 12 secondi di pallone realmente in movimento. Un primato che certifica quanto le nuove disposizioni volute dall'International Football Association Board stiano funzionando: alla prima giornata si è giocato in media cinque minuti in più a incontro, alla seconda il dato è ulteriormente cresciuto.

COSA È CAMBIATO IN CAMPO - Il pacchetto di norme punta a un obiettivo dichiarato: eliminare i tempi morti. Chi si accascia richiamando lo staff medico, se prima non è stata comminata un'ammonizione a un avversario, costringe la propria squadra a restare in dieci per sessanta secondi. Le rimesse laterali vanno battute entro cinque secondi, pena la consegna del possesso agli altri, e la stessa soglia vale per il rinvio dal fondo del portiere: superarla significa concedere un calcio d'angolo. Risultato: si perde tempo molto meno, anche quando si sta conducendo.

L'APPLAUSO DI GASPERINI - Tra i primi a manifestare apprezzamento c'è stato Gian Piero Gasperini, che dopo il successo della sua Roma contro la Fiorentina all'esordio ha commentato con soddisfazione: «Che bello, finalmente si gioca di più». Il campionato dei rallentamenti sistematici, insomma, sembra appartenere a un'altra epoca.

GLI 0-0 SONO SPARITI - Il riflesso più vistoso riguarda i tabellini. Nei primi centottanta minuti di questa stagione sono state realizzate 49 reti, otto in più rispetto a dodici mesi fa, ma soprattutto non si è ancora visto un solo pareggio a reti inviolate: non accadeva dal 2020/2021, mentre lo scorso anno ce n'era stato almeno uno nelle prime nove giornate. Si è andati vicinissimi all'eccezione proprio a Bergamo, dove Skorupski ha commesso un errore pesante sulla conclusione di Lazar Samardžić al 96'.

NUMERI MAI VISTI IN CLASSIFICA - Giocando di più aumentano le occasioni, e mantenere l'equilibrio diventa più complicato: mancano non solo gli 0-0, ma i pareggi in generale. Dopo due turni sette squadre sono ancora ferme a quota zero, circostanza inedita nella storia del torneo, mentre sei viaggiano a punteggio pieno, eguagliando un primato che risaliva al 1954/55. In venti partite si è registrato un solo segno X, quello tra Udinese e Como alla prima giornata. Anche nella seconda tornata i dati confermano la tendenza: Monza-Udinese e Sassuolo-Torino hanno superato l'ora di gioco effettivo, Milan-Venezia ci è andata vicina, mentre Fiorentina-Frosinone si è fermata a 48 minuti e 57 secondi.

IL VAR RESTA IN PANCHINA - L'altro capitolo riguarda la tecnologia. La direttiva del nuovo designatore Daniele Orsato è stata inequivocabile: gli arbitri devono decidere in autonomia, riducendo il ricorso alla sala video – come ricostruisce Open.online –. Nelle prime due giornate non si è mai visto un direttore di gara raggiungere il monitor per l'on-field review, e il gioco ne ha guadagnato in continuità. Meno polemiche, però, non è affatto detto: il contatto tra Kevin De Bruyne e Johan Vásquez nell'azione del gol del Napoli ha scatenato la reazione durissima del Genoa.

ZERO RIGORI IN DUE TURNI - Effetto collaterale del nuovo corso: in centottanta minuti non è stato assegnato nemmeno un tiro dal dischetto. Per ritrovare un avvio simile bisogna tornare indietro di diciotto anni. Un dato che, unito all'assenza di revisioni al video, racconta un metro arbitrale più asciutto e meno invasivo.

È presto per trarre conclusioni definitive, ma la formula per ora regge: regolamento nuovo, campionato nuovo.

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Sezione: I numeri / Data: Mar 01 settembre 2026 alle 20:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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