[CLICCA QUI PER AGGIORNARE IL LIVE]

Live promosso in esclusiva da Mobilmondo – Osio Sotto (BG)

Da oltre 40 anni il punto di riferimento per l'arredamento di design Made in Italy a Bergamo e provincia: oltre 7.000 mq di showroom, cucine, camere, soggiorni e progetti su misura seguiti da arredatori specializzati. 🟦⬛

Di' ai nostri operatori di aver letto di Mobilmondo su TuttoAtalanta.com e avrai diritto a un trattamento ad hoc riservato in showroom.

Via Caduti sul Lavoro 6/8 – 24046 Osio Sotto (BG) · 035 419 5200 · segreteria@mobilmondo.it
www.mobilmondo.it · Instagram · Facebook

Il bilancio di Cristiano Giuntoli arriva oggi, lunedì 7 settembre, alle 15:30: il direttore sportivo dell'Atalanta prende la parola nella sala conferenze della New Balance Academy, al Centro Sportivo Bortolotti, per tirare le somme sul mercato appena andato in archivio. Un passaggio atteso, perché l'estate nerazzurra ha lasciato più di un capitolo da chiarire.

Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com 

Prima di lasciare la scena al nuovo acquisto, il bilancio della sessione estiva. Nella sala conferenze della New Balance Academy, al Centro Sportivo Bortolotti di Zingonia, Cristiano Giuntoli ha aperto la conferenza di presentazione del nuovo centrocampista ripercorrendo passo dopo passo il mercato nerazzurro: dalla scelta di Sarri come punto di partenza del nuovo ciclo agli arrivi di Gaetano, Kristensen, Elmas, Kessié e Rowe, fino alla spiegazione del difensore che non è arrivato. Con un messaggio ripetuto più volte: il passaggio dall'orientamento sull'uomo a quello sulla palla richiederà pazienza.

Direttore, come giudica il mercato appena concluso?
«Buongiorno, grazie di essere venuti. Volevo dire due parole in chiusura del mercato e ricapitolare quello che è stato fatto. Intanto voglio ringraziare la proprietà, Antonio Percassi e Steve Pagliuca, e l'amministratore delegato Luca Percassi, che mi ha aiutato e ha condiviso con me ogni giorno, ogni passo di questo mercato. Siamo partiti da Sarri e siamo convinti che possa essere la persona giusta su cui rifondare un nuovo percorso, un nuovo ciclo: non è stato facile, ma siamo contenti di averlo con noi. Siamo partiti da un vertice, da un regista italiano come Gaetano, che pensavamo potesse mancare come tassello. Poi siamo passati a Kristensen, dopo l'addio inaspettato e voluto da parte sua di Djimsiti: l'abbiamo preso dall'Udinese. Dopodiché c'è stato Elmas, che pensiamo possa essere un calciatore molto importante, perché può ricoprire più ruoli ed è molto adatto al gioco del mister, visto che conosce bene il 4-3-3 e l'orientamento sulla palla. Poi è successo che de Roon ha chiesto di andare, ha voluto andare alla Roma, e noi ci siamo fiondati su Franck, che pensiamo possa essere un tassello molto importante per il nuovo progetto. Grazie, ripeto, al rapporto che Franck ha con Luca, un rapporto di grande fiducia e di grande stima, che ci ha permesso di fare questa grande operazione. Infine siamo andati su Rowe, che riteniamo possa rappresentare l'ultimo pezzo importante per questo scacchiere del 4-3-3: un esterno alto a sinistra di piede destro, che negli ultimi trenta metri, nell'ultimo terzo di campo, ci possa dare quella qualità di cui abbiamo bisogno. Insieme ad altri calciatori molto bravi come Charles, come Raspadori, come Samardžić, può andare a completare un reparto offensivo di livello».

Perché non è arrivato il difensore che in tanti invocavano?
«Non siamo andati su un altro difensore, come ci era stato invocato leggendo i giornali, per alcuni motivi: perché Jens sta procedendo bene nella sua rieducazione e contiamo di averlo con noi in tempi medio-brevi, e perché c'è anche una crescita molto importante di Obric, un centrale mancino che si è distinto nell'Under 23. Poi siamo stati dietro a calciatori che potessero magari rappresentare un'opportunità, ma non lo sono stati, e ci siamo defilati».

Qual è, allora, il bilancio complessivo della sessione?
«Siamo molto contenti: sapevamo di avere una rosa di qualità e, con i nuovi innesti, siamo convinti di averla migliorata. È chiaro che sarò ripetitivo, ma è quello che penso: il nuovo corso ha bisogno di tempo, perché passare da un orientamento sull'uomo a un orientamento sulla palla è veramente l'opposto. Quindi a livello tecnico, tattico, ma anche a livello cardiaco e fisico, ci sono delle componenti completamente differenti a cui la squadra si dovrà abituare. E questo richiederà tempo».

Quando avete deciso di prendere Kessié, avevate in mente un mix tra regista e mezzala o un ruolo preciso nel sistema di gioco?
«Franck credo che non abbia problemi a giocare da nessuna parte: è un calciatore totale, un centrocampista totale».

Un bilancio rivendicato con orgoglio, ma accompagnato da un invito alla pazienza ripetuto quasi come un mantra. Giuntoli difende ogni scelta, comprese quelle non fatte, e chiede tempo per una trasformazione che a Bergamo tocca prima di tutto la cultura calcistica: il nuovo corso, avverte, non si costruisce in poche settimane.

© Riproduzione Riservata

Sezione: Primo Piano / Data: Lun 07 settembre 2026 alle 15:37 / Fonte: nostra inviata Claudia Esposito
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
vedi letture