Il paradosso della stagione nerazzurra sta tutto nei numeri di un reparto che, sulla carta, dovrebbe essere il più profondo e invece si è rivelato il più tormentato. Sei difensori in rosa, un lusso per pochi, eppure vederli tutti insieme a Zingonia è stato finora un miraggio, o quasi. Per la precisione, la rosa al completo si è vista solo in due occasioni, coincise curiosamente con due disfatte (il 3-0 col Sassuolo e il 3-1 di Verona), con Kolasinac e Scalvini seduti in panchina ma non ancora pronti fisicamente. Ora che l'emergenza sembra rientrare, Raffaele Palladino si prepara a gestire un'inedita e piacevole complessità: trasformare la necessità in virtù, definendo finalmente una linea titolare in una giungla di alternative.
EMERGENZA AL CAPOLINEA - L'attesa sta per finire - scrive L'Eco di Bergamo -. Odilon Kossounou fa rientro dalla Coppa d'Africa e sarà già convocabile per la trasferta di Pisa, anche se con pochi allenamenti nelle gambe. Le buone notizie riguardano anche l'infermeria: gli stop di Kolasinac e Djimsiti sono meno gravi del previsto e il loro rientro è atteso a breve giro di posta, verosimilmente tra la sfida di Champions con l'Athletic Bilbao e quella di campionato col Parma. Se a Pisa la scelta sarà ancora obbligata — con Scalvini a destra, Hien centrale e Ahanor a sinistra — nel medio termine l'allenatore potrà contare su sei pedine per tre maglie.
IL PIANO A E IL CASO HIEN - Palladino non è un amante delle rivoluzioni continue, predilige un undici base su cui intervenire con ritocchi mirati. Ecco perché la definizione delle gerarchie diventa cruciale. Al momento, le quotazioni di Isak Hien sono in calo: reduce da tre panchine consecutive, lo svedese paga dazio contro avversari che non esaltano le sue doti fisiche nell'uno contro uno. La sensazione è che il "piano A" del tecnico preveda Berat Djimsiti al centro della difesa. L'albanese non è più considerato un semplice braccetto, ma il vero perno del reparto, lasciando ai lati la battaglia per le maglie da titolare.
DUELLI E BALLOTTAGGI - Sulle corsie laterali si apre la sfida vera. A sinistra è scontro generazionale tra l'esperienza di Kolasinac e la freschezza di Ahanor. Il giovane è stata la rivelazione più brillante, integro e affidabile, ma Palladino ha un debole per i veterani e, quando disponibile, il bosniaco ha sempre trovato spazio. A destra, il duello è tra Kossounou e Scalvini: l'ivoriano garantisce continuità, ma il bresciano, smaltiti i guai fisici, si sta rilanciando con forza e potrebbe spuntarla. Il terzetto ideale, dunque, potrebbe configurarsi come Scalvini-Djimsiti-Kolasinac, un mix perfetto di tecnica ed esperienza.
I NUMERI DELLO STACANOVISTA - Finora, però, a decidere la formazione sono stati i medici più che il mister. I dati incoronano Djimsiti come stacanovista assoluto con 25 presenze (23 da titolare) e quasi 2.000 minuti giocati, seguito da Hien. In 27 partite totali, tra Palladino e Juric, sono state sperimentate ben 12 combinazioni difensive diverse (comprese quelle d'emergenza con de Roon). La linea più vista? Kossounou-Hien-Djimsiti, schierata 7 volte. Ma il calcio è materia fluida e con il gruppo al completo sta per partire una nuova corsa: mai come oggi l'Atalanta ha avuto carte così valide da giocare.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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