Sette uomini per tre maglie, più un’ottava opzione in arrivo. L’attacco dell’Atalanta è un laboratorio in continua evoluzione, dove Ivan Juric può permettersi di cambiare volto alla squadra a seconda delle necessità e della condizione dei suoi interpreti. E mentre Gianluca Scamacca è ormai vicino al rientro dopo l’infortunio, la curiosità ruota attorno a Daniel Maldini, il talento azzurro che la Dea aspetta di vedere sbocciare con continuità.
TRA TALENTO E INCERTEZZA – Maldini ha mostrato lampi di classe e tecnica raffinata, ma anche un percorso ancora irregolare. Juric, affascinato dalle sue qualità durante il precampionato, gli aveva concesso fiducia fin dall’inizio, schierandolo titolare in tre delle prime quattro gare stagionali, compresa quella di Champions League contro il Paris Saint-Germain. Quella notte però, complici alcune imprecisioni e la difficoltà di incidere, ha segnato uno spartiacque: da allora il figlio d’arte ha accumulato appena 20 minuti in campionato, sparsi in tre presenze, e ha assistito interamente dalla panchina alle sfide con Juventus e Bruges.
LA CONCORRENZA – In avanti, l’Atalanta ha abbondanza come mai prima - descrive La Gazzetta dello Sport -: Lookman, Krstovic, il rientro di Scamacca, De Ketelaere formano un reparto vario e competitivo. Juric, che ama la competizione interna, considera Maldini un elemento prezioso per la sua duttilità, in grado di agire da trequartista o da seconda punta. Ma la versatilità, finora, non gli ha ancora garantito una collocazione stabile. In un attacco a “due per ruolo”, serve non solo talento ma anche costanza, e su questo aspetto Juric lo sta stimolando apertamente.
LE QUALITÀ CHE CONVINCONO JURIC – Il tecnico croato, però, non ha mai smesso di credere nel potenziale del 24enne. «Ha piedi sopra la media e un tiro preciso, anche dalla distanza», ha confidato più volte a Zingonia. Il lavoro quotidiano mostra progressi: coraggio nelle scelte, una maggiore attenzione tattica e la volontà di “pesare” di più nelle scelte d’attacco. L’obiettivo è ritrovare quella brillantezza che aveva mostrato nei suoi momenti migliori, come negli spezzoni contro il Como, dove in pochi minuti aveva dato vivacità e profondità alla manovra.
UNA SVOLTA NECESSARIA – Per Maldini, appena 24 anni, è il momento di smettere di essere considerato una promessa. Non ci sono più alibi generazionali, solo la necessità di una crescita definitiva. Anche la mancata convocazione di Gattuso per le ultime gare della Nazionale — dopo la chiamata di settembre — è un segnale da non sottovalutare. Il ct ha scelto altri profili più pronti, e Daniel sa che il tempo per dimostrare di poter tornare in orbita azzurra passa da Bergamo, da allenamenti costanti e prestazioni convincenti.
SETTIMANA CHIAVE – La pausa per le nazionali può diventare un punto di ripartenza. Maldini lavora con lo staff per migliorare l’intensità e la precisione sotto porta, mentre Juric osserva con attenzione. L’allenatore lo ritiene un giocatore da “colpo in più”, capace di accendere la partita con una giocata, ma gli chiede stabilità e consapevolezza. La concorrenza è feroce, ma anche questo può essere un trampolino: guadagnarsi spazio in questa Atalanta significa essersi guadagnati un posto in una delle squadre più competitive del campionato.
Juric lo ha detto chiaramente: Maldini ha tutto per meritarsela, la maglia da titolare. Starà a lui trasformare i segnali intermittenti in certezze. L’Atalanta ha ritrovato abbondanza, ma attende ancora il suo colpo di genio: quello di un ragazzo che, se troverà continuità e convinzione, può diventare molto più di un’alternativa.
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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