Alla vigilia della titanica sfida di Champions League, i vertici bavaresi scelgono la via della diplomazia e del massimo rispetto. Intervenuto ai taccuini de La Gazzetta dello Sport, Karl-Heinz Rummenigge, leggenda e oggi membro di spicco del consiglio di sorveglianza teutonico, ha tracciato un'analisi lucida e per nulla banale sull'incrocio di questa sera. Il dirigente ha di fatto spogliato i suoi dai panni dei favoriti assoluti, tessendo elogi sinceri verso l'universo nerazzurro.
IL MONITO ALLA CORAZZATA - L'obiettivo dei tedeschi è chiaro ma tutt'altro che scontato. La missione del Bayern Monaco dovrà essere quella di strappare un risultato utile nella bolgia del Gewiss Stadium, per poi tentare di acciuffare il pass per i quarti di finale tra le mura amiche del ritorno. Una prospettiva che lui stesso definisce non garantita, soprattutto alla luce dell'eccezionale e isolato cammino orobico. L'ex campione ha infatti sottolineato il proprio stupore nel vedere la compagine lombarda ergersi a unica e fiera superstite del panorama calcistico italiano, un dettaglio che impone il livello di guardia più assoluto.
L'ANNO DELLE SORPRESE E IL CROLLO NERAZZURRO - La stagione in corso sta sovvertendo le gerarchie continentali, un trend che a Monaco hanno fiutato perfettamente. Rummenigge ha evidenziato come le cosiddette realtà minori stiano facendo la voce grossa, vietando categoricamente ogni calo di tensione. Il riferimento velato, ma estremamente pungente, è caduto sul tracollo della «sua» Inter, piegata in maniera sorprendente dalla favola del Bodo. Un contesto generale che obbliga a guardare all'Atalanta non come a una semplice outsider, ma come a una corazzata capace di imprese storiche, come il trionfo in Europa League che, a detta del dirigente, non ha nulla di normale o banale.
LA SINDROME TEDESCA E L'INCUBO GIALLONERO - Il timore reverenziale che si respira in Baviera nasce anche dalle recenti e dolorose ferite inflitte dalla formazione di Palladino alle connazionali tedesche. Rummenigge non dimentica la severa lezione impartita al Leverkusen nella finale di Dublino, archiviata come un successo strameritato sotto ogni aspetto. Ma a tenere viva l'allerta è soprattutto la clamorosa rimonta operata ai danni del Borussia Dortmund: se nel primo round la sconfitta nerazzurra poteva assumere contorni più pesanti, in Germania nessuno avrebbe mai scommesso un solo centesimo sull'eliminazione dei gialloneri al ritorno. Una prova di forza mentale che ha lasciato il segno in tutta la nazione.
L'ELOGIO AL MODELLO SOCIETARIO - Oltre alle prodezze sul rettangolo verde, a stregare i piani alti del club bavarese è l'inossidabile solidità del progetto. Dopo aver conosciuto personalmente la famiglia Percassi, Rummenigge è rimasto affascinato dalla loro serena visione calcistica e da una gestione aziendale a dir poco impeccabile. La capacità di non farsi mai schiacciare dalla pressione esterna e l'abilità nel compiere sempre le scelte più corrette rappresentano, agli occhi del board tedesco, il vero segreto di una dirigenza modello.
Quando i vertici del gotha calcistico europeo si inchinano pubblicamente alla programmazione di una società, significa che il capolavoro è compiuto. L'Atalanta scenderà in campo stasera come una regina temuta e rispettata anche dai giganti del Continente.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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