Bergamo si veste da gran sera per l'appuntamento più atteso e prestigioso. Dimenticare il fascino puramente amichevole di sfide passate e scrivere una nuova, vibrante pagina di storia europea: l'Atalanta è pronta a lanciare il guanto di sfida all'onnipotente Bayern Monaco nell'andata degli ottavi di Champions League.

L'ORGOGLIO DI UN PAESE - Essere l'ultima bandiera tricolore a sventolare nell'Europa che conta è un onore e al tempo stesso una responsabilità elettrizzante. La formazione guidata da Palladino non rappresenta soltanto Bergamo, ma raccoglie le speranze di un intero movimento calcistico. Il tecnico ha rivelato di aver ricevuto messaggi di grande supporto da ogni parte d'Italia, persino dai suoi ex giocatori ai tempi di Fiorentina e Monza. La bolgia del Gewiss Stadium, che si preannuncia esaurito in ogni ordine di posto, fungerà da dodicesimo uomo in campo. Come ribadito dall'allenatore, l'obiettivo è chiaro: «Vogliamo vivere appieno questo sogno e mettere in difficoltà un avversario straordinario, alimentando e sfruttando le chance che ci ritaglieremo davanti alla nostra gente».

LA CURA DEI DETTAGLI E L'EMERGENZA - Per far tremare i campioni di Germania - presenta il match La Gazzetta dello Sport - servirà un incastro tattico rasente la perfezione. Infilarsi nelle rarissime sbavature del Bayern Monaco richiederà pazienza certosina, tagli letali sulla trequarti e un pressing chirurgico per togliere ossigeno e tempi di gioco. Un'impresa che la Dea dovrà tentare senza pedine fondamentali: mancheranno all'appello gli infortunati De Ketelaere, Ederson, Raspadori e lo squalificato Scalvini. Un handicap severo che tuttavia non scalfisce le certezze del mister, orgoglioso di un gruppo capace di esaltarsi proprio nel momento del bisogno: «I miei ragazzi mi hanno sempre dimostrato di saper navigare nelle tempeste, senza mai staccare la spina e trovando la forza per risalire da ogni situazione di svantaggio».

LE CHIAVI DEL MATCH E I SENATORI - Lasciatasi alle spalle una striscia di tre sfide a secco di vittorie (contro Sassuolo, Lazio e Udinese), l'undici bergamasco è chiamato a sfoderare l'abito delle grandi occasioni. I fari offensivi sono puntati su Scamacca, rinvigorito dalla doppietta friulana e motivato a trascinare l'attacco; per lui, secondo il mister, la via della rete è la medicina migliore per alimentare quell'autostima cruciale sia in maglia nerazzurra che in Nazionale. A supportarlo ci saranno gli strappi di Samardzic e la corsa di un rigenerato Sulemana, elogiato apertamente per la mentalità d'acciaio mostrata nei momenti di attesa. In battaglie simili, però, il peso specifico dei veterani è impagabile: de Roon farà argine in mezzo al campo, mentre Pasalic ha già suonato la carica invitando i compagni più navigati a infondere coraggio all'intero spogliatoio. Sarà anche la grande notte dei Carnesecchi, degli Zappacosta, degli Hien e dei Bernasconi.

IL FANTASMA DEL PASSATO - C'è un solo, antico e romantico precedente tra le due società, e risale all'agosto del lontano 1973. In quella lussuosa amichevole estiva, il Bayern Monaco si impose per due reti a zero in una gara illuminata dal talento di Beckenbauer e Hoeness, opposti all'eleganza di un giovanissimo Scirea. All'epoca fu una semplice passerella sportiva priva di vera pressione agonistica; oggi, al contrario, sul prato di Bergamo pesano le enormi ambizioni internazionali di una società che non ha mai smesso di crescere.

Il coraggio non manca a un club che in pochi mesi ha saputo reinventarsi e stupire ancora l'Europa. Ora la parola passa unicamente al rettangolo verde: Davide è pronto a fronteggiare Golia, con la spavalderia di chi non ha nulla da perdere e un'intera città a soffiare forte alle sue spalle.

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Sezione: Copertina / Data: Mar 10 marzo 2026 alle 11:18
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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