Il calcio, a volte, sa togliere tutto in un istante per poi restituire una seconda possibilità quando meno te lo aspetti, anche se a migliaia di chilometri da casa. Per Edoardo Bove è arrivato il momento di voltare pagina, di lasciarsi alle spalle la grande paura e di rimettere gli scarpini ai piedi. Non potrà farlo in Italia, dove le rigide normative mediche alzano un muro invalicabile, ma lo farà nella culla del football, in Inghilterra. La giornata di domani, sabato 17 gennaio, segnerà lo spartiacque definitivo: si completerà l'iter burocratico per la risoluzione consensuale del contratto che lo legava alla sua Roma, l'ultimo atto formale prima di spiccare il volo verso il Watford.
IL NODO REGOLAMENTARE - L'addio alla Serie A non è una scelta tecnica, ma una necessità di vita professionale. Dopo il malore che ha tenuto tutti col fiato sospeso nella scorsa stagione e il successivo impianto di un defibrillatore sottocutaneo, il centrocampista classe 2002 si è scontrato con il protocollo italiano. Nel nostro Paese, l'idoneità sportiva agonistica è preclusa a chi gioca con questo tipo di dispositivo salvavita. Una tutela massima che però, di fatto, avrebbe significato il ritiro anticipato per un ragazzo di appena 23 anni.
LA CHIAMATA DEGLI HORNETS - Oltremanica, invece, le regole sono diverse e permettono agli atleti di continuare la carriera, come insegna la storia a lieto fine di Christian Eriksen. Ad attendere Bove c'è il Watford, storico club attualmente militante in Championship (la serie B inglese), pronto a scommettere sul suo talento e sulla sua voglia di rivalsa. Chiuso definitivamente il capitolo giallorosso, Bove potrà firmare con gli "Hornets", trovando un ambiente ideale per ritrovare ritmo e sorrisi senza l'assillo dei riflettori della Premier, ma con la stessa intensità agonistica.
UN NUOVO INIZIO - Sarà un addio agrodolce quello alla Roma, la squadra che lo ha cresciuto e lanciato, ma necessario per inseguire ancora il sogno di essere un calciatore professionista. Da dopodomani, Edoardo non sarà più un tesserato giallorosso, ma un nuovo rinforzo del Watford. Lontano dagli occhi dei tifosi italiani, ma finalmente di nuovo in campo, dove il suo cuore — ora protetto e monitorato — potrà tornare a battere solo per la passione del gioco.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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