Samuel Eto’o si schiera ancora una volta al fianco di Gianni Infantino. L’ex attaccante dell’Inter, oggi presidente della Federazione calcistica del Camerun, ha ribadito il proprio sostegno al numero uno della FIFA, finito al centro delle critiche dopo il controverso progetto, poi naufragato, di commercializzare parte dei diritti della Coppa del Mondo attraverso l’ingresso di investitori privati.

In un’intervista concessa a L’Équipe, Eto’o ha difeso la linea di Infantino, sottolineando come le nuove opportunità economiche legate al Mondiale possano rappresentare una risorsa importante soprattutto per il calcio africano.

“Vendiamo già il calcio. Chi finanzia il calcio? Sono le aziende che acquistano spazi per comunicare. Chi sono i proprietari di queste aziende? L’Europa guarda ai propri interessi, anche per la pressione dei club. Perché noi non dovremmo fare lo stesso?”, ha dichiarato l’ex bomber.

“INFANTINO HA FATTO CRESCERE IL CALCIO AFRICANO” - Secondo Eto’o, la gestione di Infantino ha permesso al continente africano di compiere importanti passi avanti, sia dal punto di vista delle strutture sia sotto il profilo organizzativo.

“Il presidente Infantino dà agli africani la possibilità di sognare e di sviluppare il calcio. Ha contribuito al miglioramento del movimento calcistico africano, al punto che oggi esistono molte più strutture e sedi federali moderne”.

Il dirigente camerunese ha inoltre preso le distanze dallo scontro tra FIFA e UEFA, ricordando le profonde differenze economiche tra le varie confederazioni: “La UEFA è una confederazione importante per la FIFA e contribuisce enormemente al calcio, ma non bisogna considerarla l’unica o la più importante. È un dibattito condizionato. La gente non si rende conto delle difficoltà che affrontano i presidenti delle federazioni africane”.

“CON 40 MILIONI AVREMMO AVUTO MBAPPÉ E TCHOUAMÉNI”- Eto’o ha poi evidenziato la forte dipendenza economica di molte federazioni africane dai finanziamenti statali: “In alcune federazioni il 95 o il 100% delle risorse arriva dagli Stati, che a loro volta affrontano enormi problemi”.

Una situazione che, secondo l’ex centravanti, rende impossibile un confronto diretto con il calcio europeo. “Come si può chiedermi di pensare come un presidente di una federazione europea? Alcune federazioni hanno budget da 150 mila euro: come possono competere con i grandi Paesi? Nessuno si domanda come alcuni dirigenti africani riescano a organizzare il calcio nei loro territori”.

Il presidente della Federazione camerunese ha quindi sottolineato come maggiori investimenti potrebbero permettere al continente di trattenere più talenti: “Se il Camerun potesse contare su un budget da 20 o 40 milioni di dollari all’anno, avremmo avuto Mbappé, Tchouaméni e tanti altri giocatori di questo livello. Avremmo organizzato meglio il nostro calcio”.

Infine, Eto’o ha ribadito il valore sociale degli investimenti nel calcio, soprattutto per i giovani: “Ci sono giovani che, solo perché sognano di diventare calciatori, percorrono 20 chilometri perché non hanno un campo vicino casa”.

E ha concluso: “Quanti stadi ci sono a Parigi? Perché noi africani dovremmo impedirci di sognare e costruire i nostri Paesi? E questo passa anche da iniziative come quelle del presidente Infantino”.

Sezione: Calcio Estero / Data: Gio 03 settembre 2026 alle 12:00
Autore: Daniele Luongo
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