Il mercato dell'Atalanta ha cambiato direzione e punta dritto sugli esterni offensivi. Dopo un confronto approfondito con Maurizio Sarri, l'amministratore delegato Luca Percassi e il direttore sportivo Cristiano Giuntoli hanno stabilito che è quella la casella da riempire nei giorni conclusivi della sessione. In cima alla lista dei desideri c'è un nome preciso: Jonathan Rowe.

IL MURO ROSSOBLÙ - Il problema è che l'inglese del Bologna non rientra nella categoria delle operazioni agevoli. Gli emiliani non lo hanno messo sul mercato e la valutazione viaggia attorno ai 45 milioni di euro, cifra che di per sé racconta la volontà di trattenerlo. Dopo gli addii di due pilastri come Castro e Lucumí, in Emilia il ragazzo è considerato intoccabile: alla prima richiesta bergamasca la risposta è stata un no netto. Per arrivare a un punto d'incontro servirebbe dunque una trattativa lunga e complessa, con poco più di una settimana a disposizione prima della chiusura.

TEDESCO NON LO MOLLA - Sul fronte tecnico la posizione è altrettanto rigida. Per Domenico Tedesco l'esterno è uno dei perni attorno a cui ruota la squadra, e i numeri della prima annata italiana – 8 reti e 5 assist – alimentano la convinzione che il meglio debba ancora arrivare. Anche il diretto interessato, del resto, si era espresso senza ambiguità in un'intervista concessa a La Gazzetta dello Sport: «Mi sento parte di questo mondo, non penso ad altro e non mi interessa altro». Parole sincere, che però il mercato ha spesso il potere di rimettere in discussione nelle ultime ore, come Jonathan Rowe stesso sa bene.

PERCHÉ SERVE UN ESTERNO - La scelta di intervenire in quella zona nasce da una somma di circostanze. Gli infortuni hanno assottigliato il reparto: Charles De Ketelaere tornerà tra i convocati domani, mentre per Kamaldeen Sulemana i tempi restano lunghi. In più, chi è rimasto a disposizione non ha convinto pienamente il tecnico. Con la qualificazione alla fase a girone della Conference ancora tutta da conquistare, il club vuole vagliare ogni possibilità, senza però smarrire quell'attenzione ai conti che resta il tratto distintivo della gestione. È esattamente la fotografia di una rosa profonda ovunque tranne che sulle corsie.

ANCHE CAMBIAGHI È BLINDATO - Curiosamente, la seconda idea porta allo stesso indirizzo. Nicolò Cambiaghi stuzzica parecchio la dirigenza orobica, ma pure su di lui il Bologna ha alzato la paletta: nessuna apertura. L'ultima stagione dell'esterno si è chiusa con 4 gol e 6 assist, bottino che ne fa un'alternativa di lusso. Gli emiliani, intanto, ragionano su Gassama e Prpic per la difesa e su Adopo per la mediana, ma il fronte delle uscite offensive resta sbarrato.

LA CARTA LANG - Fuori dall'asse emiliano resiste la candidatura di Noa Lang. Ieri a Zingonia si è presentato il suo procuratore, che cura anche gli interessi di Giorgio Scalvini: una visita di cortesia, forse, ma anche l'occasione per ribadire l'apprezzamento verso un giocatore capace di portare brillantezza e naturalezza nell'uno contro uno. L'ultima annata, divisa tra Napoli e Galatasaray, non è stata brillante: 3 reti e 5 assist complessivi non rendono giustizia a chi nel 2024-25 al PSV aveva firmato 14 gol e 12 passaggi vincenti.

Restano poi i profili che nessuno si aspetta: con la rete di osservatori che si ritrova, la Dea è capace di estrarre il nome a sorpresa fino all'ultimo minuto utile.

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Sezione: Calciomercato / Data: Dom 23 agosto 2026 alle 11:42
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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