Gli stadi italiani non brillano sempre. Le partite, almeno in certi momenti, nemmeno. Eppure quando ricomincia la Serie A, c’è una certezza che resiste: i tifosi. Dopo un’estate passata tra televisioni, smartphone e discussioni sulla Nazionale, il pubblico torna sugli spalti. E lo fa con numeri che confermano una tendenza ormai consolidata. La nuova stagione riparte con stadi pieni o vicini al tutto esaurito. La passione, evidentemente, non è rimasta sul divano.

ABONARSI CONVIENE - Dietro la scelta di acquistare un abbonamento non c’è soltanto una questione sentimentale. C’è anche un calcolo economico. Il costo medio della singola partita per un abbonato è generalmente inferiore rispetto all’acquisto del biglietto per ogni gara. Inoltre, molti club permettono di rimettere in vendita il proprio posto quando non si può andare allo stadio. Un sistema che può contrastare il bagarinaggio e, contemporaneamente, tutelare il tifoso. Dal 2022, quando gli impianti sono tornati alla capienza completa dopo la pandemia, le presenze sono aumentate di circa il 30%.

I GRANDI CLUB GUIDANO LA CORSA - I numeri degli abbonamenti confermano la forza del movimento. Inter e Roma hanno raggiunto quota 40mila tessere, mentre il Milan ha superato quota 35mila. La Juventus è andata oltre le 19.200 sottoscrizioni della stagione precedente. Non sono soltanto numeri italiani. Inter e Roma sono infatti tra le dieci squadre europee con più spettatori complessivi nella stagione 2025-26. Il Real Madrid è primo, mentre i nerazzurri occupano il quarto posto e i giallorossi l’ottavo.

MILAN DAVANTI A TUTTI IN SERIE A - Guardando esclusivamente al campionato italiano, il Milan ha fatto registrare la media spettatori più alta nella scorsa stagione: 73.373 presenze a partita. Subito dietro l’Inter, con 73.305. La Roma completa il podio con una media vicina ai 62mila spettatori e ha superato nuovamente il milione di presenze complessive. Numeri che raccontano una Serie A capace di attirare ancora un pubblico enorme.

LA SFIDA SONO I GIOVANI - Il problema riguarda soprattutto il futuro. Gli over 30 continuano a considerare lo stadio un'esperienza superiore alla televisione. Per molti giovani, invece, il rapporto con il calcio è cambiato. Highlights sui social, video brevi e smartphone hanno modificato il modo di seguire una partita. Novanta minuti sugli spalti non sono più automaticamente un rito. Per questo la sfida dei club non è soltanto riempire gli stadi oggi. È fare in modo che quei ragazzi vogliano tornarci anche domani.

Sezione: Serie A / Data: Sab 22 agosto 2026 alle 14:30 / Fonte: Corriere dello Sport
Autore: Daniele Luongo
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