Nel grande ciclo economico del calcio continentale, ci sono stagioni di semina e stagioni di raccolto straordinario. Dopo l'abbuffata mediatica e commerciale di Euro 2024, il massimo organismo calcistico europeo tira le somme e presenta un conto che, seppur colorato di rosso, non deve trarre in inganno. Il bilancio UEFA torna in negativo, un "down" fisiologico e ampiamente previsto dagli analisti di Nyon, che riflette la naturale flessione nell'anno successivo alla grande kermesse per le Nazionali. La macchina da soldi del pallone europeo rallenta, ma non si ferma.
CALO PREVEDIBILE - I numeri freddi, messi nero su bianco nel Financial Report 2024/2025 approvato oggi, raccontano di un esercizio chiuso con una perdita di 46,2 milioni di euro. Un dato che va letto in contrapposizione all'utile monstre di circa 208 milioni registrato nella stagione precedente. Il fatturato complessivo è sceso a quota 5 miliardi di euro: una cifra enorme, ma distante dai 6,7 miliardi incassati nel 2023/24, anno drogato positivamente dagli introiti generati dal campionato europeo in Germania.
LO STRAPOTERE DELLE TV - Analizzando le voci di entrata, si conferma una tendenza ormai consolidata: il calcio moderno vive e respira grazie al piccolo schermo. La fetta più grande della torta arriva dai diritti televisivi, che da soli valgono 4,065 miliardi, coprendo l'81,1% del fatturato totale. A seguire, staccati nettamente, ci sono i diritti commerciali (787 milioni, pari al 15,7%), mentre la vendita di biglietti e i servizi di hospitality incidono solo per il 2% (100 milioni), con le voci residue che portano in cassa 62 milioni.
CLUB VS NAZIONALI - Lo spaccato sulla provenienza dei ricavi spiega perfettamente la flessione generale. Se le competizioni per club — Champions League in testa — continuano a essere il motore trainante con 4,4 miliardi di incassi (l'88% del totale), il crollo si registra sul fronte delle Nazionali. Senza un grande torneo estivo, le entrate derivanti dalle selezioni sono precipitate a 506 milioni (il 10,1%), contro i quasi 3 miliardi della stagione precedente. Un'oscillazione ciclica che fa parte della natura stessa del calendario internazionale.
TESORETTO PER LE SQUADRE - Per le società, e dunque anche per l'Atalanta, la notizia più rilevante riguarda la redistribuzione della ricchezza. Dei 5 miliardi incassati, la UEFA ne ha girati ben 3,861 miliardi ai club partecipanti alle coppe, oltre a 469 milioni destinati ai pagamenti di solidarietà. Una pioggia di denaro fondamentale per sostenere i bilanci delle società in un'annata in cui il numero di partite disputate è esploso: il nuovo format delle coppe ha portato il totale delle gare a 3.199, contro le 2.651 dell'annata 2023/24.
RISANAMENTO STRUTTURALE - Se il conto economico piange, lo stato patrimoniale sorride. La gestione finanziaria di Ceferin ha portato a un deciso miglioramento della solidità dell'ente. La liquidità disponibile è aumentata sensibilmente, passando da 340,9 a 461,7 milioni di euro. Ancora più significativo è il dato sul debito complessivo, che ha subito una cura dimagrante drastica, crollando da 3,34 miliardi a 2,1 miliardi di euro. Segno che, al di là del "rosso" contabile annuale, la struttura finanziaria del calcio europeo resta solida.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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